Le ferite delle violenze su minori e quelle cicatrici che non andranno mai più via

Inorridito, assistevo alle immagini delle violenze sui minori all’asilo “Cip e Ciop” di Pistoia, trasmesse qualche giorno fa durante il programma di Barbara D’Urso, “A gentile richiesta”, e tentavo di trarre delle riflessioni…

Il danno psicologico, molto probabilmente irreversibile o comunque trattabile con tanta pazienza e tantissimi anni di psicoterapia, che queste persone hanno creato in questi bambini, porta a delle reazioni comuni: i piccoli, e stiamo parlando di bimbi davvero piccoli, ad esempio di 18 mesi, non hanno più fiducia nelle figure femminili.

Molti, quasi tutti, infatti, rifiutano le cure delle madri, chiedendo di essere cambiati o vestiti dai papà: immaginiamo il dolore di una madre nel vedersi “rifiutata” da un bambino che agisce “di riflesso” ad una schifosa violenza per la quale non ha nessuna colpa.

Altri, poi, si picchiano da soli: alcuni battono violentemente la testa contro il muro, altri si mordono, altri ancora si mettono in castigo da soli. C’è già abbastanza per vergognarsi.

Le cicatrici del dolore non andranno mai più via: le violenze subite in età davvero precoce rimangono dentro per sempre, e sicuramente arrecano un danno psicologico, il più delle volte irreversibile. Possiamo soltanto pregare perchè simili situazioni scompaiano per sempre dalla società, dalle vite di tutti.

“Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo. Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il Regno e diventerà più grande di Giovanni.”

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