
Le mie consuete considerazioni di fine anno, per fare un po’ il quadro generale, il punto della situazione su ciò che è stato!
Le mie consuete considerazioni di fine anno, per capire meglio, per osservare, per comprendere…
Siamo così, nuovamente, giunti alla fine dell’anno: un anno che, almeno per quanto mi riguarda, è stato psicologicamente pesantissimo, ricco di lotte, di dolori, di dispiaceri e, in generale, per niente facile da affrontare.
E’ un anno che mi ha, sicuramente, portato a conoscere tante persone nuove, alcune delle quali sono rimaste al mio fianco, e spero restino anche nell’anno che verrà, mentre altre hanno deciso di “farsi fuori” da se praticamente subito. Ed è davvero un peccato, perché forse avremmo potuto davvero fare grandi cose insieme, ma bisogna sempre volerlo in due, e quando certe scelte non le prendi in due, ma ti ritrovi a prenderle in tre, in cinque, in troppi, è chiaro che non può funzionare.
E poi, c’è chi se ne è andato via per propria scelta, senza nemmeno voltarsi a guardare ciò che ha lasciato indietro: resta la grande amarezza di aver creduto a qualcosa di importante, di vero, di unico, a qualcosa che valesse davvero la pena, a qualcosa che realmente potesse valere la pena portare con se nel cammino del tempo, ma siamo sempre la… Dove non c’è reciprocità c’è solo il dolore di chi resta solo e crede, ancora, ai sentimenti veri e alla vera voglia di innamorarsi.
E’ stato un anno per niente facile, e sicuramente sarebbe potuto andare meglio, ma si sa (e lo dico da sempre): ogni “X” anni sputano fuori queste annate che definire “di merda” è davvero poco. Ed anche se sai che vorresti urlare, non servirebbe a niente.
Resta soltanto da sperare per il meglio. Resta solo da sperare che, finalmente, i miei sogni si avverino. Perché so quanto valgo. E perché so che me lo merito.




