Le mie consuete considerazioni di fine anno

Le mie consuete considerazioni di fine anno

Le mie consuete considerazioni di fine anno arrivano, fresche fresche, anche quest’anno, che di sorprese ce ne ha riservate non poche…

Le mie consuete considerazioni di fine anno, come sempre faccio da un po’ di anni a questa parte…

Inutile che stia qui a parlare del disastro che quest’anno ha portato con se: non penso ci sia molto da aggiungere, tranne che – ed è questa la cosa che ripeto più spesso a chi mi conosce – non mi sarei mai potuto aspettare una simile situazione a livello planetario. Avrei preso per folle o per “malato di fantascienza” chiunque avesse mai potuto lontanamente immaginare che il mondo si sarebbe ritrovato a combattere un nemico invisibile, ma capace di uccidere, a tale punto da costringere il mondo a fermarsi, a chiudersi in casa, a rivedere il proprio modo di vivere, di socializzare, di lavorare.

Anche se so che sembra strano ciò che sto dicendo, il lockdown non ha avuto solo effetti negativi: anzitutto, si è finalmente iniziato a comprendere che lo “Smart Working” non è il rifugio degli scansafatiche, come ancora si apprestano a dire certi dinosauri di pensiero, ed inoltre l’inquinamento, nei giorni di chiusura mondiale, è calato vertiginosamente, e mentre il silenzio si appropriava delle nostre strade e delle nostre città, il Pianeta tornava a respirare e si tornava ad ascoltare il canto degli uccelli!

Quanto concerne me, devo ammettere che quest’anno si è rivelato particolarmente movimentato, regalandomi non poche sorprese e facendomi conoscere persone che sono, poi, diventare immancabili ed imprescindibili nella mia vita: non si è fatto mancare, poi, di farmi provare emozioni fortissime che non provavo da tanti anni, e di darmi diverse soddisfazioni in campo professionale, frutto, lo devo ammettere, anche di un mio cambiamento radicato, di una mia crescita personale conclamata, di una maturità che cresce ogni giorno che passa!

Insomma: anche se ci sono stati diversi “alti e bassi”, in linea generale non posso lamentarmi di quest’anno. E per il prossimo, spero di tornare a dare tutti gli abbracci che ho in arretrato!

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