Le mie solite considerazioni di fine anno

Le mie solite considerazioni di fine anno

Fine anno: eccoci giunti, come sempre, alle mie solite considerazioni riguardo l’anno che sta per concludersi e quel che si porta dietro…

Siamo nuovamente giunti a fine anno, e, come ogni anno, è tempo di considerazioni.

Considerazioni, attenzione, non bilanci: questa storia dei bilanci, oltre ad essere ansiogena è anche un po troppo pesante da affrontare. Non è tempo, non ancora, di bilanci, ma è tempo per tirare, forse, delle somme relative a quest’anno che sta per concludersi.

Anche quest’anno, di cose ne sono accadute parecchie: diverse, importanti, persone se ne sono andate, tante nuove persone ed esperienze sono arrivate e qualcuno, prepotentemente o delicatamente, è ritornato nella mia vita. Sentimenti pervenuti con tante cose ancora su cui lavorare, ma, in compenso, tante belle esperienze e soddisfazioni personali, di studio e professionali.

Non sono mancate le sorprese, non sono mancate le nuove esperienze, non sono mancati gli amici, non sono mancate le emozioni, e, di contro, non sono mancante le delusioni, la rabbia, i dispiaceri, alcune “botte” veramente incredibili ed inaspettate, tradimenti a vario titolo e genere da parte di persone che ritenevo essermi amiche e volermi bene, e – ancora di contro – tanta gente che mi ha, incredibilmente, dimostrato amicizia, tante persone che hanno fatto tutto il modo e il possibile di non farmi sentire solo.

Per l’amore, beh, siamo ancora ad una fase di studio: c’è qualcosina, ma dobbiamo ancora capire cosa ci porterà e verso dove. Mi sembra curioso pensare ed accorgermi del fatto che ne parlo quasi come se avessi ancora quindici anni, quando in realtà gli anni sono sempre di più ed il tempo stringe, e sarebbe ora di quagliare, come dice qualcuno, ma francamente ne ho già passate fin troppe ed è giunto il momento di riflettere, riflettere, riflettere.

Insomma: sia in bene sia in male, quest’anno non mi ha, personalmente, fatto mancare nulla, con tante cose belle e – purtroppo – tante cose brutte. Abbastanza equilibrato, direi, anche se di certe esperienze accadute avrei fatto volentieri a meno. Ad ogni modo, è già ieri: tocca guardare oltre. Tocca guardare a domani.

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