Le sere del silenzio

Le sere del silenzio

Le sere del silenzio, quando alle spalle ti lasci le luci, la gioia, le risate, e resti soltanto tu, con te stesso, a camminare lungo il vuoto…

Le sere del silenzio, quando cammini per le strade deserte e, in lontananza, senti la gioia, le risate, la musica, e tu, silenziosamente, vai via da loro, le lasci pian pano alle tue spalle, finché non ne senti sopire il suono. E in quegli istanti ti senti morire dentro, perché avresti bisogno di mani da stringere e colli da abbracciare, di baci dati dietro le ombre degli alberi, negli angoli oscuri delle strade, di silenzi per guardarsi negli occhi. Ed invece, i soli silenzi che hai sono quelli del vuoto dentro, fuori, intorno: tu, che resti in compagnia di te stesso, a guardare la vita che scorre, il mondo che ti osserva anonimo, indifferente, mentre le auto corrono via, se ne vanno non sai neppure tu dove, e non saio nemmeno dove vorresti essere in questo momento, ma sai bene cosa vorresti che quei momenti fossero, e non sono certo quelli che vivi, perduti nel vuoto del niente, nelle parole lasciate esplodere dalla solitudine, dalle frasi seccate in gola e diventate pietra sul viso, come le lacrime che si sono pietrificate, come tutto quello che avresti voluto dire e che è rimasto sospeso, nascosto dal dolore, frantumato dalla più triste delle realtà che non lascia scampo ad altro se non ad arrendersi. Forse puoi sperare, ma stai sperando da troppo senza che nulla cambi davvero, e la speranza, ad un certo punto, lascia il campo a rassegnazione, dolore, rabbia, solitudine, silenzi.

E così quelle sere, trascorse a camminare lungo i marciapiedi vuoti, oscuri, silenziosi, dove esisti solamente tu, dove esiste solamente il tuo mondo, le luci intorno, la gente che resta indifferente a qualsiasi tuo dolore. In fondo, è un dolore che vedi, che senti, che osservi solamente tu.

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