Le lacrime della lontananza

Mi accorgo sempre più spesso , e sopratutto con il classico "senno di poi" che la vita , sempre più spesso , ci pone davanti a strane situazioni , in cui ti sembra che il tempo si congeli d’improvviso , e che , sempre d’improvviso , le distanze che ti dividono s’annullano , e prima che te ne accorgi ti ritrovi al punto di partenza , alle stesse situazioni d’un tempo !

Era qualcosa su cui riflettevo domenica notte , al ritorno dalla mia solita , splendida , serata , a base di tango e bachata , ma anche di samba e cha cha cha .

Pensavo , anzi ripensavo a quei meravigliosi giorni trascorsi a Roma , quando andai a trovare la mia ex (ed è qualcosa che non mi capitava da diverso tempo) : meravigliosi di certo per l’emozione di vedere la città immortale , di camminare in quegli stessi luoghi che sono stati calpestati e vissuti da coloro che hanno fatto la storia . In fondo , in quel periodo era amore per me , ero innamorato e non vedevo altro che lei , quindi l’emozione veniva di certo anche dal batticuore meraviglioso provocato dall’emozione di sapere che di lì a poche ore l’avrei vista e avrei potuto abbracciarla !

Ve ne ho parlato tante volte : il treno che partiva andando incontro all’alba , e mentre pian piano cominciava a muoversi , da dietro le montagne s’alzava alto il sole che avrebbe incoronato l’inizio di una emozione che sarebbe rimasta immortalata per sempre nell’angolo più profondo di me stesso , e anche se molte , troppe cose , sono cambiate nel frattempo , e sono diventato un uomo rispetto al "ragazzo" che ero in quei giorni , mi ricordo con piacere quell’emozione .

Ricordo quel giorno passato in treno : l’emozione del mio primo viaggio , guardando dal finestrino del treno quei paesaggi che non avevo mai visto , e poi sul traghetto per raggiungere Villa San Giovanni , con i paesaggi e i dialetti che cambiavano , diventando più "rurali" e grezzi , e poi guardarmi intorno , e sentire che dopo pochi istanti sarei giunto a destinazione ! Mi ricordo che guardai il finestrino , e quello stesso sole che dodici ore prima avevo lasciato mille chilometri più indietro , adesso me lo ritrovavo in un’altra regione , che scompariva dietro una montagna .

Borse in spalla , cominciai a cercarla tra i milioni di visi che mi correvano intorno sul ciglio delle rotaie , e mi sentivo perso nel non vedere il suo volto . Poi mi sembrò che in quel luogo non ci fosse più nessuno quando il mio viso si voltò tra la folla ed incrociai i suoi occhi . Ricordo come fosse ieri ogni istante , ogni frangente , anche se sono passati anni ed amori , esperienze e maturità .

Ricordo quando lasciai cadere le valigie sui mattoni di marmo , e non sentivo più nulla se non il suo odore , il suo abbraccio e i suoi capelli che mi avvolgevano !

Pochi passi , giusto quelli necessari ad andare verso le scale mobili e sbucare finalmente nel pieno della Piazza antistante la Stazione Termini . E cominciava così un’avventura incredibile , continuamente incorniciata dal cuore che batteva forte di emozione e tantissime risate , l’allegria , e tutti quei ricordi che ho perduto per sempre , che non potrò mai più avere uguali .

Erano i giorni che vedevano l’addio al grande Giovanni Paolo II , e in quei luoghi l’aria era irreale , era continuamente costellata dell’allegria dentro di me e della tristezza nei visi della gente , di una strana contraddizione che la rendeva ancora più bella , ancor più tremendamente emozionante , come se stessi vivendo un film , il mio film , la pellicola più bella che sia mai esistita , la canzone più dolce , la poesia più emozionante .

Ricordo le camminate sotto la pioggia , le risate con le nostre battute , ma non posso mai dimenticare il suo profumo , e mai dimenticherò il battito del suo cuore , ogni frazione del nostro tempo che ci siamo regalati , ogni sguardo che era nostro , ogni silenzio che ci ha unito , ogni istante della nostra dolce intimità , quando eravamo noi , soltanto noi , e tutto il mondo era chiuso fuori !

Alle volte , riaffiorano nella mia mente scene che avevo rimosso , che avevo messo da parte , e che ho imparato a rivivere , magari non soffrendo più : ricordo quella sera con la pioggia , quando siamo andati in pizzeria , e ho mangiato , forse per la prima volta , una pizza per intero , forse una delle più buone della mia vita , Chissà , forse perchè era intrisa di quell’allegria e di quelle emozioni che provavo per la prima volta , e che solo il primo amore riesce a regalarti !

Ricordo quelle sere passate a parlare di noi , passate a stare insieme , anche solo a coccolarci , e mi resta impressa quella sera nera , senza la luna , con tanta pioggia , e un’auto che passando sopra una pozzanghera ci fece il bagno (per fortuna che , almeno , il nostro ombrello modello "Scudo Medievale" riuscì a coprirci ed evitare una doccia che avremmo evitato , e che abbiamo evitato , molto volentieri ! N.D.Giomba :-) , e noi che restavamo lì , tutti bagnati come pulcini , sotto la pioggia che bagnava il nostro viso , e solo in quell’istante mi accorsi che quelle che bagnavano il suo viso non erano gocce di pioggia , ma lacrime salate a rigare il
suo splendido viso , quando m’implorava di non lasciarla da sola , di non andare via da lei , e rimanere lì per sempre . Ma la mia vita doveva continuare , con i miei mille impegni che da sempre contraddistinguono le mie giornate .

Se ci penso adesso , non so se davvero le cose fossero andate diversamente se fossi rimasto lì , ma con tante esperienze successive che ho vissuto , penso che ho fatto bene a seguire la mia strada . La nostra vita , purtroppo , spesso c’impone di sacrificare qualcosa in nome del vivere ogni giorno , del vivere la nostra vita e i nostri momenti , del vivere con i nostri amici , con le persone che ci vogliono bene , ed io mi ritrovai , senza neanche proferire parola , a sacrificare lei , senza che neanche me ne rendessi conto . Forse perchè non sono stato io .

Ricordo le sue lacrime quando nel singhiozzo del pianto continuava a ripetermi di non andare via , ma in cuor mio , e in fondo anche nel suo , ne sono certo , sapevamo che quella lontananza sarebbe stata solo di passaggio , perché in fondo , se ami veramente , non importa poi tanto . L’importante è sapere che c’è un sentimento , che di base c’è il reciproco rispetto , la reciproca stima .

E così , quel martedì mattina , con il cuore in gola attesi che lei venisse a salutarmi , prima che il treno partisse . Il capostazione stava quasi per far partire il treno , e la vidi correre verso di me per darmi l’ultimo abbraccio prima che tutto tornasse alla normalità di ogni giorno .

Mi resta impressa davanti agli occhi una nostra foto in quegli ultimi istanti insieme , con gli occhi rossi dalle lacrime : ricordo che fermammo una ragazza per chiederle se ci scattasse quella foto . Quella stessa foto che ho perduto per sempre , come tutte quelle bellissime emozioni , come ogni ricordo ed ogni istante che se ne è andato e non tornerà mai più .

Salii le scale del treno , raggiunsi il mio posto , e già non sentivo più la sua voce da dietro il finestrino . Poi il treno si mise in marcia , e lei rimase a piangere sul ciglio dei binari , finché non si voltò ed io la vidi dissolversi all’orizzonte , lasciandomi dietro quelle bellissime emozioni , quegli attimi meravigliosi che non ho mai più vissuto uguali !

Ogni chilometro che percorrevo all’indietro era come un pugnale in me : passai l’intera mattina a piangere sul treno , di nascosto , sotto gli occhiali da sole ,  quando scesi non c’era più nessuno ad attendermi . Solo l’aria di Palermo .

 

Che strana cosa …

 Word mi segnala che sto scrivendo su questo documento da più di un ora , ma credetemi , ve lo dico con il cuore : l’intento del mio post era diverso , volevo parlare di una strana sensazione , e invece la mia mente e le mie mani han scritto quasi da sole , e solo ora mi accorgo di aver scritto due pagine intere , piene di ricordi e di lacrime che mi sono lasciato alle spalle .

La mia mente torna adesso a pensare a ciò su cui riflettevo qualche giorno fa : la vita , alle volte , ti fa vivere delle sensazioni strane . Come in questo caso .

La mattina eravamo insieme , potevamo abbracciarci , e la sera eravamo già a mille chilometri di distanza : è molto complicato da spiegare se non lo si vive , ma è davvero qualcosa di paradossale , qualcosa che sa di strano , che è quasi inspiegabile !

E’ ancora più strano che ripensi adesso a quelle sensazioni , ora che sono passati più di due anni , e mi sono lasciato alle spalle lo studente che ero in quel periodo , che stava per diplomarsi , dando il posto a ciò che sono ora , un professionista e uno studente universitario che guarda avanti , ma non dimentica mai gli amori passati , e tutto quel che è stato .

In fondo , questo era solo un frangente di felicità di quel periodo : il resto è gia storia …

3 Commenti

  1. Caro Michele (?)non sapevo che anche tu avessi vissuto una storia identica a quella di tuo fratello Daniele!

    Comunque è sempre una storia bellissima di cu si potrebbe fare il seguito di un famoso film dei miei tempi Love story, lo conosci?

    Counque ben tornato! Ci mancavi da troppo tempo!

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