L'imprevedibilità della vita e l'impossibilità di programmare

L'imprevedibilità della vita e l'impossibilità di programmare

L’imprevedibilità è una variabile “standard” della vita, che ci impedisce di fare quei programmi che la nostra mente vorrebbe obbligarci a fare…

L’imprevedibilità: sale della vita, terrore di ciò che non possiamo conoscere, distruzione dei piani che vorremmo creare a tutti i costi.

Nella nostra mente, ci ritroviamo, spesso, a credere che possiamo fare tutti i piani che vogliamo, perché tutto è spianato avanti a noi, tutto è chiaro e tutto è pronto all’uso. Peccato che – anche se spesso ce ne dimentichiamo – la vita è totalmente imprevedibile, ed i piani che, spesso, vorremmo obbligatoriamente mettere in atto, schedulando tutto al millimetro, saltano irrimediabilmente quando questa variabile, questo particolare attributo ci ricorda della sua esistenza.

L’imprevedibilità: magari sei convinto di aver visto tutto, che nulla possa ancora accadere, che niente possa cambiare e di botto si presenta un’occasione totalmente inaspettata, un’idea che neppure consideravi, forse perché ritenuta remota e lontana, ma proprio l’imprevedibilità ti sorprende e butta all’aria quei piani che la tua mente ha preteso di creare, per avere tutto – quasi ossessivamente – sotto controllo, pronto da consultare, pronto da calendarizzare. E poi arriva quell’occasione, e poi arriva quell’evento inatteso, quella fatalità, quella circostanza non considerata e tutti i piani saltano.

A pensarci bene, è terrorizzante ed eccitante allo stesso momento: l’idea che possa sempre esserci un colpo di scena pronto ad emozionarci potrebbe – da un lato – spingerci a nuove riflessioni e raccontarci nuovi orizzonti, ma dall’altro – se si è particolarmente ansiosi – potrebbe quasi gettarci nella paura dell’ignoto e di ciò che non si conosce.

Insomma, è proprio l’imprevedibilità della vita a dargli brio, a dargli colore, a dargli sfaccettature e sfumature che ci permettono di strabiliarci e sorprenderci giorno dopo giorno. Dovremmo ricordarcelo più spesso, sopratutto in quei maledetti momenti di sconforto in cui, davvero, non crediamo più a nulla!

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