L'Italia, i traditori del PDL e il PD che cerca se stesso

Tira una brutta aria, ultimamente, per la politica italiana: analizziamo per bene le situazioni tentando di capirci qualcosa…

Che la politica italiana non passi un bel periodo è sotto gli occhi di tutti, e non certo da poche settimane: ciò che è evidente, invece, è il rimescolarsi di vecchie e nuove situazioni che, pian piano, stanno portando ad un nuovo “assetto” della scena politica nazionale.

Protagonista, suo malgrado, di questo cambiamento non può che essere il PDL e il grande tradimento di Alfano, il secondo dall’epoca “post Fini”, da molti definito come “il (politicamente) Giuda per eccellenza” della politica italiana. Lo “strappo” di Alfano, definitivo o meno, apre lo scenario a nuove strade e nuove possibili coalizioni: da più parti arriva l’apprezzamento verso la scelta di Angelino, definita come “la migliore per l’Italia”. A ben giudicare, gli apprezzamenti sanno tanto di “ripicca” nei confronti di Berlusconi, dal momento che arrivano proprio dai suoi (politicamente) più acerrimi nemici, come Casini, Letta o Franceschini. Il povero Berlusconi, ancora una volta, si vede tradito proprio da colui a cui aveva dato massima fiducia ma che, vuoi per incomprensioni, vuoi per punti di vista differenti, ha deciso di intraprendere una strada diversa, pare, seguito da diversi deputati del suo stesso avviso. Proprio quest’esercito di traditori potrebbe giungere a fare la differenza per Berlusconi che, comunque, parrebbe essere già politicamente condannato, anche per via delle sue vicende giudiziarie.

L’errore più grosso fatto, a modesto parere del sottoscritto, dal PDL stesso, è stato quello di non fare cadere il Governo al momento giusto: “bloccando” i malumori sul nascere, si sarebbe evitato di giungere a questa situazione, in cui il partito si è trasformato in un PD qualsiasi, dove tutti litigano con tutti su tutto e nessuno è d’accordo con nessuno su niente. Decisamente indecoroso e, francamente, evitabile.

Se il PDL piange, il PD non ride: nonostante i proclama di Renzi da Fazio a “Che tempo che fa”, che richiama all’ordine e alla coesione, rassicurando tutti per il 2014, dove tutti andranno d’amore e d’accordo, una “soluzione condivisa” sembra essere ben più che lontana. Il partito, nonostante la “parvenza” che intende dare, è trafitto dalle “lotte intestine” dei suoi esponenti, e non sarà certo un nuovo leader a modificare una mentalità da troppo tempo “inculcata”. Quella stessa mentalità che, da diverso tempo, condanna il PD ad una mediocrità da cui non riesce ad uscire, come un’auto impantanata nelle sabbie mobili.

Insomma: uno spaccato della situazione politica attuale che, di certo, non lascia presagire nulla di positivo per il futuro del nostro Paese…

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