Ma voi, che cosa ne sapete?

Ma voi che cosa ne sapete

Ma voi, che cosa ne sapete? Che cosa ne sapete di quello che si prova, di quello che si sente dentro, di quello che provi quando ti perdi nei tuoi dolori?

Ma voi, che cosa ne sapete? Parlate, parlate tanto, parlate per dar fiato alla bocca, ma che ne sapete di quello che si prova quando ti perdi nei tuoi dolori? Che ne sapete del dolore che si prova quando ti vedi costretto ad affrontare i tuoi silenzi, le tue serate da solo, in cui resti solo in compagnia di te stesso, dei tuoi problemi, delle tue preoccupazioni, delle tue ansie concrete per il tempo che ti si pone davanti?

Voi, che ne sapete? Riuscite solo ad ostentare quella vostra falsa maschera di perfezione, come se la vostra vita fosse magicamente perfetta, quando di perfetto non ha proprio niente, tranne la sua imperfezione costante, e il vostro costante desiderio, la vostra brama senza fine, di ostentare una gioia che neppure lontanamente riuscite a concepire: voi che passate il tempo a far credere alla gente che la vostra vita è piena di gioia, di scintillanti novità, di sfavillante e costante meraviglia, quando, spesso, siete voi stessi i primi ad essere vittime di voi stessi, e proprio questo essere vittime di voi stessi vi rende i casi umani che siete, incapaci di non far del male a nessuno, men che meno a voi!

Ma voi che ne sapete? Voi che siete sempre fermi ad aspettare la persona della vostra vita, che avete buttato alle ortiche chi vi ha amato veramente, chi vi avrebbe amato incondizionatamente, senza se e senza ma: voi che meritate quella solitudine che così goffamente cercate di dimostrare non essere vostra cornice giornaliera.

E allora, ve lo dico di cuore: ma che ne sapete di cosa significa provare un dolore e dover trovare la forza di superarlo da soli?

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