Mancanze, dimenticanze, dolori, vuoti...

Mancanze dimenticanze dolori vuoti

Le grandi mancanze che ognuno di noi si porta dentro finiscono, prima o poi, con il creare un grande vuoto, come un buco in mezzo al petto…

Le nostre grandi mancanze finiscono sempre, prima o poi, con il renderci maledettamente aridi, silenziosi di fronte al tempo e alla vita, di fronte alle paure, di fronte a tutto ciò che rappresenta la nostra consuetudine, che sembra perdere parte del proprio spessore, parte del proprio essere, parte del proprio ricordo e del proprio vissuto.

Ti fermi, stanco, e resti ad osservare l’incidere di questo tempo tutto uguale, come le foglie ormai gialle che cadono, a decine, ad ogni soffio di vento, e un po ti pare vivere quel ciclo d’ingiallimento e di vita che si ripete, come un mistero che il tempo cela nascosto da millenni, da secoli, da ere intere divenute lento cambio di generazioni e di vite, di occhi, di strade, di palazzi, di soli e di lune, che ancora pensi di poter stringere tra le mani, quando, in realtà, stai solamente stringendo il vuoto di una sera serena, trapunta di stelle azzurre e lucenti, come sogni ormai troppo lontani da raggiungere e stringere tra le mani, come se la pioggia avesse lavato via ogni suono familiare nel tuo tempo.

Ti rimane il niente tra le righe del palmo della mano, le facce, sempre le stesse, le solitudini dipinte nei volti delle persone sole, che camminano in silenzio sui marciapiedi nei giorni di festa, quando la città è luminosa e vuota, e mentre la gente urla la propria festa ed il proprio senso di famiglia e di festa, tu resti immerso in quel maledetto senso di vuoto e di scostamento dalla realtà, come se tutto ciò non ti appartenesse più, o forse, realmente, nulla ti appartiene più, mentre la mente torna ad uno di quegli ultimi pomeriggi insieme, tra una passeggiata in città, un supermercato e mille scatoloni che avrebbero sancito la fine di una vita insieme.

E sale solo il silenzio.

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