Matrimoni Omosessuali: perché sono contrario

Non traete conclusioni affrettate: prima di cominciare ad urlare, confrontiamoci sull’argomento. Ecco perché non sono d’accordo sui matrimoni omosessuali.

Partiamo subito da un punto cardine: nulla contro gli omosessuali. Ognuno è libero di vivere la vita come crede, secondo ciò che sente e ciò che desidera. L’amore, in fondo, è un sentimento assolutamente universale: e poi, anche in natura ci sono decine di esempi di omosessualità. E su questo siamo tutti d’accordo.

Ben diverso, per quel che mi riguarda, è il vincolo del matrimonio tra omosessuali: questo è già un passo che non concepisco.

Si, si è liberi di vivere come si vuole, ma il Sacro Vincolo del Matrimonio non può prevedere un’azione, per certi versi, contro la natura stessa del Sacramento: il Matrimonio è nato per unire un uomo e una donna, non due uomini o due donne!

E poi, come si spiegherebbe ad un bambino una coppia formata da due uomini o da due donne? Cosa gli dici: “sono un mammo e una mamma? Un papà e una papà?”

L’amore non può, tuttavia, giustificare una modifica ad un vincolo sacro che prevede che possa essere contratto da coppie formate da individui di sesso opposto: in questo senso, mi sento di essere contrario, proprio perché quel Sacramento prevede quella determinata regola.

Lo step successivo è, di conseguenza, l’adozione a coppie omosessuali: e la solo decisamente contrario.

Non si può far vivere un bambino o una bambina in un modello di famiglia diverso e distorto rispetto alla famiglia normale: non si può far credere ad un bambino che quello sia il giusto concetto di famiglia.

Immaginate le difficoltà a cui andrebbe incontro un bambino con due madri o due padri: ecco perché, appunto, il matrimonio tra omosessuali porta, come conseguenza, l’adozione a coppie omosessuali, ed ecco perché sono contrario.

Credo che i gusti sessuali degli individui non possano certo essere la pretesa per modificare il Sacramento del Matrimonio.

Lasciamo perdere quei discorsi che tirano in ballo Dio: Dio è Misericordioso e grande, e vuole bene a tutti i suoi figli. Non è questo il punto: il punto è che va tutelata la famiglia nell’accezione in cui la conosciamo, pur mantenendo l’equilibrio del massimo rispetto verso chi ama un uomo essendo uomo, o ama una donna essendo donna.

Sicuramente, è impossibile mettere allo stesso piano i due tipi di famiglia, quantomeno perché perderebbe la “priorità” il tipo di famiglia “classico” rispetto al tipo di famiglia “distorto” della coppia omosessuale. Amarsi si, ma senza bambini!

11 Commenti

  1. Gesù ha fondato il matrimonio, non più come nell’Antico Testamento sulla procreazione, ma sulla reciproca responsabilità degli sposi. Il matrimonio cristiano è prima di tutto un legame d’Amore, il massimo Comandamento di Cristo. Gesù ha portato grandi sconvolgimenti nel senso comune del periodo. Io credo che il sincero desiderio di molti cattolici omosessuali di vedere riconosciuto il loro Amore, non solo di fronte Dio, ma anche dal mondo non porterà che un rafforzamento del matrimonio stesso.

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    Non traete conclusioni affrettate: prima di cominciare ad urlare, confrontiamoci sull’argomento. Ecco perché non sono d’accordo sui matrimoni omosessuali. Partiamo subito da un punto cardine: nulla ……

  5. Bene che se ne parli. noi lo stiamo facendo sul nostro blog, da un punto di vista opposto.
    Qualche considerazione senza “vesti stracciate”: io sono agnostico, anche il mio compagno. Non vogliamo quindi entrare in una chiesa e accedere ad un istituto (il “sacro” matrimonio) che non ci interessa affatto. Voglio entrare in un’aula del mio Comune e di fronte ad un ufficiale comunale promettere fedeltà, sostegno e amore al mio compagno. Di condividere con lui le gioie e i dolori. Di poter condividere una casa con il diritto di subentro. Di poterci assistere reciprocamente in ospedale. Di avere diritto alle nostre reversibilità.  Tutti i diritti (e i doveri) che una coppia sposata di fronte allo Stato italiano, cui verso regolarmente tasse e contributi, si vede riconosciuti.
    Quindi il confronto è sulle istituzioni dello Stato, non sulle convinzioni religiose di ciascuno. Peraltro in stati in cui il matrimonio è un diritto acquisito ed esercitato da decenni, come la Danimarca in cui risale addirittura al 1973, non si sono verificati sconvolgimenti sociali e la natalità danese è più alta di quella italiana…

    • Ciao Steve: nel ringraziarti, anche in questo caso, per l’accuratezza e l’educazione delle tue idee, mi complimento per l’equilibrio del tuo commento.
      Mi piace questa possibilità di interagire, di discutere, di raccontare e raccontarsi: in fondo, è questo lo spirito del Bar Giomba.

      Continuate anche voi a dire la vostra, liberamente!

  6. Sono Lesbica, e sposerei domani la mia compagna se potessi. Non certo in chiesa, ma intendo il matrimonio come UNIONE di due persone che si amano tantissimo. A livello legale, di vantaggi dell’essere sposati…e come motivo principale c’è l’AMORE… la voglia di unirsi ufficialmente…dei sacramenti non ce ne importa nulla…il matrimonio per noi è inteso come unione d’amore…e non come qualcosa che si deve celebrare in chiesa con vestiti pomposi comprati per un giorno solo della vita…..
    Rispetto chi crede nel sacramento, davvero, ognuno è libero di credere in ciò che vuole, finchè non nuoce agli altri.
    L’Amore è quello che conta, e a mio parere Gesù non giudicherebbe nessuno e lascerebbe liberi anche due uomini o due donne di sposarsi come meglio credono. 
    Non lasciare libere le persone di sposarsi (non per forza in chiesa) equivale a NON accettare l’omosessualità.

  7. Ciao :)
    parli di “natura del Sacramento” ma quello che io, da omosessuale, chiedo è il matrimonio civile.
    Al netto, quindi, di questo significato religioso (perché non esistono solo i cattolici, in questo Paese), si potrebbe però sostenere che tradizionalmente l’unione che fonda la famiglia è sempre stata quella tra uomo e donna e che quindi dobbiamo particolare rispetto a questa tradizione, la quale di per sé ci indica la strada giusta.Mi sembra di capire che questo è quello che sostieni, tra le altre cose. Beh, io vorrei far notare a te, ma anche ad altri, come la tradizione di per sé non sia un buon metro di giudizio per certificare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: basterebbe ricordarsi della schiavitù (che aveva una lunga tradizione e tuttavia è stata abolita) o dell’infibulazione (che ha una lunga tradizione, ma certamente questo non la rende auspicabile).
    In più, il matrimonio non è stato sempre “uguale a sé stesso” (e ovviamente continuo a riferirmi al matrimonio civile): sotto il fascismo in Italia erano vietati i matrimoni misti, a difesa della razza ariana (art. 91 c.c. ma anche Decreto Legge 17 novembre 1938-XVII, n.1728 che all’art.1 così recitava: “Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo“). Così come erano vietati i matrimoni misti nella legislazione segregazionista degli Stati Uniti d’America, che imponeva alle persone di colore un istituto ad hoc e l’amore che nasceva tra bianchi e neri non poteva trovare legittimazione sul piano del diritto, perché “contro la natura stessa del matrimonio” (così dicevano i politici americani di allora).
    Ma c’è di più, sia sul piano giuridico che sociale, “la famiglia fondata sul matrimonio” anche negli ultimi cinquant’anni della nostra storia repubblicana ha mutato di significato – e questo anche senza scomodare gli e le omosessuali. Mi riferisco al ruolo del padre-padrone e al ruolo della donna, subordinata e succube, anche giuridicamente attraverso il diverso trattamento penale (!) in caso di tradimento del marito. Per non parlare poi della indissolubilità del vincolo, venuta meno con l’introduzione del divorzio.
    Tu leghi matrimonio e adozione, ma nella realtà delle esperienze europee e americane, questi due istituti non sono mai andati a braccetto: anzi, in quei Paesi dove è stato introdotto il Matrimonio tra persone dello stesso sesso, nella maggior parte dei casi è stato escluso il diritto a partecipare alle procedure di adozione. E in altri Paesi, ad esempio in Francia, pur non essendoci il matrimonio ma i Pacs, è permessa l’adozione anche da parte di donne o uomini single omosessuali.
    Ad ogni modo, non posso concordare con la tua idea che un bambino o una bambina crescerebbe male in una famiglia in cui i genitori sono persone dello stesso sesso. Sia chiaro, io avevo i tuoi dubbi (che col “senno di poi” io chiamo pregiudizi) ma una volta lette le ricerche e gli studi di settore (i queli dimostrano che i/le bambini/e vivono senza alcun dramma e senza mancanza alcuna all’interno di queste famiglie) mi son dovuto ricredere. Del resto, quando si tratta della salute e del benessere dei bambini è meglio affidarsi ai professionisti o comunque quello che dicono loro non può essere tacciato come una mera opinione, gicacché si basano su studi scientifici.
    Non ho ben capito poi quale sia la tua idea di “famiglia classica” che deve avere priorità rispetto alle altre. È quella che vede un uomo e una donna che fanno i genitori di uno o più bambini? Ma questo modo di intendere la famiglia e, ancora di più, la priorità che rivendichi a favore di questo unico tipo di famiglia, taglierebbe fuori non solo le “famiglie omogenitoriali” ma, ad esempio, anche quelle “monoparentali”. Non tutti nasciamo in una famiglia che ha due genitori, talvolta ne abbiamo solo uno.
    In questo senso, a me pare del tutto arbitraria la creazione di una scala di valori tra famiglie, anche solo perché i figli che crescono nella famiglie omogenitoriali (in Italia ci sono 100.000 bambini/e che hanno genitori omosessuali) ne uscirebbero come “figli di serie B”, sol perché nati o cresciuti all’interno di una famiglia classica, cioè stereotipata.
    Questo è ovviamente il mio punto di vista sulla faccenda. :)
    Un saluto, Michele :)
     

    • Personalmente, voglio farti i miei complimenti, come ho detto anche qui sopra, per l’assoluta educazione ed equilibrio del commento, oltre, naturalmente, alla trattazione storica dell’argomento.

      Sia chiaro che, nel mio post, mi riferivo a coloro che pretenderebbero di sposarsi in chiesa, e quindi è a coloro che, giustamente, va il mio rifiuto nell’accettare.

      Come, però, si evince da diversi vostri commenti, l’unione a cui molti fanno riferimento è civile: continuiamo a confrontarci, a capire, a dirci cosa ne pensiamo.

      Sta uscendo fuori davvero un gran bel dialogo, per cui non posso fare altro che ringraziarvi! ;-)

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