
Me ne vado in silenzio, e quando succede è già troppo tardi, perché non te ne sei neppure accorto. E quasi sempre, lo hai voluto tu!
Me ne vado in silenzio. E c’è sempre un motivo.
Ho questa strana caratteristica. Sono la persona più paziente ed accomodante del mondo, ma quando – raramente – mi fanno arrivare ad un punto tale di mollare il colpo, me ne vado in silenzio, senza che neppure te ne rendi conto, e quando te ne rendi conto è già troppo tardi. Ho “programmato” me stesso per sopportare, per andare avanti, per aggiustare anziché distruggere, ed è raro che io raggiunga tali livelli. Eppure, ad un certo punto, inizio ad andare via nel silenzio, senza che quasi io stesso riesca a farci caso. Eppure accade. Ne ho veramente passate e sopportate troppe nella mia vita, ma la cosa più schifosa sono stati quegli stupidi sensi di colpa usati come una vera arma per colpirmi e costringermi a credere che fossi sbagliato, che fossi errato, che non andassi bene. Ho provato il dispiacere ed il dolore del vedere usate le mie debolezze come vettore per farmi soffrire, per farmi del male, e nonostante tutto ho cercato di trovare il buono in fondo ad un mare di dolore e di tristezza, ma ho sempre cercato di essere accomodante. Poi, quando di rendi conto che l’unico prezzo che ti danno è quello del disprezzo, quando ti guardi indietro e vedi che non sei mai stato davvero importante per qualcuno, quando ti rendi conto che dei tuoi sentimenti è stata fatta vendetta e spreco, ti rendi conto che quel dolore che hai provato, e che provi, è reale, autentico, genuino, vero, onesto, ed è allora che ti fai delle domande, che cerchi di capire, che cerchi di motivare, ma non ottieni nessuna risposta. E soffri, soffri maledettamente ma non se ne rende conto nessuno.
E allora me ne vado nel silenzio. In quel preciso silenzio in cui sono stato lasciato per troppo tempo.




