Mentalmente catapultato al passato

Mentalmente catapultato al passato

Mentalmente catapultato al passato: accade all’improvviso, senza che tu possa fare niente. Accade e basta: puoi solo ricordare cercando di sorridere!

Mentalmente catapultato al passato: accade di botto, una sera, mentre tutto scorre serenamente. Sei li, che cerchi di non pensare a niente, e di colpo ti senti catapultato a cinque, sei anni fa, quando la tua vita era diversa, già con delle responsabilità, ci mancherebbe, ma mai quante sono adesso: avevi, di certo, delle certezze, una posizione tutto sommato tranquilla, e sapevi che nulla poteva scalfire quelle tue certezze, che, in realtà, sarebbero crollate negli anni a venire, e per certi versi direi anche menomale, visto l’evolversi successivo delle cose e delle persone, ma questa è un’altra storia, come diceva qualcuno…

Ad ogni modo, accade in una sera d’inverno, quando fuori è silenzio, il cielo è magico, sereno, trapunto di stelle, con uno spicchio di luna che illumina i palazzi, e in aria senti la magia di quell’odore del freddo serale invernale, di legno bruciato, bruciato chissà dove, forse lontano, forse vicino, e la tua mente non sembra voler smettere di immaginare, ricordare, vagare verso spazi e luoghi che sono già andati via: eppure, per quanto paura facciano quelle sensazioni, per quanta paura possa fare ritrovarsi così, di botto, a vivere nitidamente un passato andato via, in un certo qual modo fa sempre piacere riuscire a ricordarsi, ricordare, rivivere dei bei momenti, aldilà dei protagonisti, aldilà della gente, ma mi riferisco, davvero, alla sostanza dalle cose, al bell’equilibrio – per quanto falso, illusorio ed irreale esso fosse – che si era creato, quasi come l’illusione che quella fosse la perfezione che hai cercato per tanto, troppo tempo!

Alla fine, in qualche maniera, torni progressivamente alla realtà, ma quel passato lo porti dentro di te, in silenzio. E credo vada anche bene così!

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