
Mi arrendo alla cattiveria. Non penso possa esserci altro da fare, perché alla fine non vedo altro se non questo enorme vuoto…
Mi arrendo alla cattiveria. Non riesco a fare altro. Nulla di più…
Il tempo che passa mi spinge sempre di più ad arrendermi alla cattiveria: quando mi rendo conto quanto sia facile, per la gente, sostituirti in un battito di ciglia, accantonare amori durati anni tornando ad amare altre persone in pochissime settimane, senza neanche sentire la minima remora o il minimo dolore, quando mi rendo conto di quanta gente senza scrupoli esista, quando osservo la cattiveria che circonda tutti noi e muove, molto spesso, le azioni della gente, mi rendo conto di quanto io sia fuori posto in un simile contesto, e di quanto sia davvero difficile dover avere a che fare con chi ragiona in questo modo…
Non voglio dire che mi sento sbagliato: voglio dire che il mio modo di ragionare non è funzionale quando ti ritrovi circondato da persone così cattive e misere, da gente che fa di tutto per vederti soffrire e non è in grado di provare la minima empatia o la minima vergogna per il proprio comportamento, specialmente quando causa sofferenza a persone dal cuore buono. Tutto questo mi fa male e mi fa soffrire, e mi porta, progressivamente, ad arrendermi, perché mi rendo conto che non ha senso metterci il cuore se poi te lo calpestano sotto i piedi, non ha senso amare se poi vieni sostituito in pochissime settimane, non ha senso investire tempo e progetti con persone così superficiali che non riescono a sentire il minimo dolore nel sostituirti con chiunque possa capitargli a tiro.
Mi arrendo, progressivamente, alla cattiveria, perché mi rendo conto di quanta fatica e lacrime ho sprecato verso persone che non mi hanno mai ritenuto importante, verso persone che non hanno mai davvero investito il cuore esattamente come ho fatto io, e ne sono consapevole perché, se solo avessero investito un minimo di ciò che anche io ho voluto investire in quel rapporti, in quegli amori, in quelle amicizie, non avrebbero mai potuto concepire l’abbandono, e non sarebbero mai stati in grado di sostituirmi così facilmente, magari credendo di sovrascrivere in modo così semplice, tutto ciò che è stato. E quando ti rendi conto di tutto questo, l’unica cosa sensata che riesci a fare è quella di arrenderti, perché capisci che hai perso, perché capisci che non ne vale la pena, perché capisci che non vai bene.
Perché capisci che la cattiveria ha vinto. E non c’è modo di far ragionare queste persone: c’è solo tanta misera cattiveria e tanto stupido rancore.
Ed io, davvero, non so più che fare…




