Mi fate schifo

Mi fate schifo

Mi fate schifo, ed è liberatorio poter urlare una frase così forte con il massimo della sincerità possibile. E ne ho anche ben donde!

Mi fate schifo: so che è forte dirlo, ma non questa volta.

Sto scrivendo queste poche righe il 24 Dicembre 2025 alle ore 19:56, e sono perfettamente consapevole che tutto questo contrasta con lo spirito di quello che dovrebbe essere il Natale, ma mai come quest’anno lo sto subendo, forse anche più di quel Natale del 2016 che, fino ad ora, era il peggiore che ricordassi, e lo sto subendo ancora di più perché ho sulla schiena il peso di quasi dieci anni in cui ho subito di tutto, in cui ho subito il dolore di continui abbandoni, in cui sono stato trattato come un giocattolo, come un paio di scarpe vecchie buttate in un cassonetto.

Ho ancora davanti agli occhi l’immagine di quel peluche buttato accanto ad un cassonetto: era perfetto, forse aveva l’occhio un po’ staccato, e lo hanno buttato via senza nessun rispetto e senza nessuna pietà. Probabilmente, si sarebbe potuto aggiustare, come si possono aggiustare tante cose nella vita, ma hanno preferito buttarlo via. Lui era lì, e sorrideva il un sorriso triste e deluso, ma sorrideva. Ma era buttato lì, in un angolo, gettato tra le intemperie, da solo e in silenzio, tra le ruote delle auto, lo smog e la spazzatura.

E allo stesso modo, mi fate schifo. Mi avete abbandonato nel dolore e senza nessun rispetto, per il gusto di farmi male e dimostrarmi che non sono mai stato importante per nessuno di voi, e che nessuno mi ha mai ritenuto così importante da tenermi con voi e difendermi, perché mi avete perso con tanta felicità e serenità, senza neppure provare il minimo dolore. E questo è solamente servito a dimostrare quanto io non sia mai stato davvero importante per voi, che abbandonate con questa grande semplicità e facilità senza provare la minima sofferenza.

Mi avete lasciato solo nei miei momenti peggiori ed in quelli che erano, per me, più importanti, nei momenti delicati e nei momenti di sofferenza, quando stavo male e guardavo i tramonti da solo, quando credevo sincere le vostre parole e vi pregavo di non farmi del male, quando conquistavo nuovi traguardi ed ero solo a dirmi “bravo”, quando mi sentivo morire e non avevo nessuno accanto, quando la notte camminavo in mezzo alle strade gelate e avrei voluto solamente qualcuno che mi dicesse “torniamo a casa” prendendomi la mano. Mi avete lasciato a piangere in un angolo, esattamente come quel peluche buttato accanto a quel cassonetto, e quando, in lacrime, vi chiedevo di non farmi del male, continuavate solamente a mentire, usando le mie ferite emotive per distruggermi.

Mi avete lasciato solo e pensato solamente al vostro misero e stupido tornaconto, mi avete lasciato a piangere nelle notti buie, a bagnare di lacrime il cuscino quando volevo solamente la vostra presenza nella mia vita. Mi avete lasciato a soffrire come si ignora il dolore di una persona che soffre, e non vi è mai importato niente di come stessi, specialmente dopo le vostre parole, specialmente dopo il male che mi avete fatto senza la minima remora. Nessuno di voi è mai venuto a chiedermi scusa, e nessuno si è mai pentito di avermi fatto del male, ed io non vi perdono, e vi urlo ancora più forte quanto mi fate schifo e quanto schifo mi facciano le persone come voi, utili solamente a far soffrire il loro prossimo, sempre pronte a manipolare gli altri al proprio volere, e a punire chiunque si permetta di non fare ciò che voi stessi pretendete.

Non siete mai stati in grado di darmi valore, di proteggermi, di starmi accanto, di RESTARE, ma avete sempre preferito abbandonare, distruggere, prendermi in giro, giocare con il mio cuore, con i miei sentimenti puri e veri, usando le mie ferite solo per manipolarmi al vostro volere. Ma più di ogni altra cosa, mi avete abbandonato e lasciato da solo, come questa sera in cui cerco di pensare che non sia così, e immagino la gioia e la serenità di quella gente senza nessuna remora e senza nessun rimorso. È troppo semplice, per voi, passare sempre impuniti e non avere neppure il pensiero di quello che mi avete fatto, perché nessuno di voi sa cosa significa soffrire allo stesso modo di come voi avete fatto con me.

Ed io non vi perdono. Perché mi fate sinceramente schifo.

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