Mi manchi nelle piccole cose

Mi manchi nelle piccole cose

Mi manchi nelle piccole cose, ed in quelle piccole cose manca tutto quello che eravamo, e che ti diverti così facilmente ad ignorare…

Mi manchi nelle piccole cose ed io, davvero, non so che fare…

La cosa più forte che io mi senta di poter dire è che mi manchi nelle piccole cose: a volte, avrei voglia di mandarti un messaggio, o un vocale, per raccontarti di tutte quelle piccolezze che non racconto più a nessuno, ma poi mi rendo conto che hai deciso di non esistere più, e posso dirti che mi fa davvero male, proprio come tutte quelle volte in cui mi ritrovo, per un motivo o per un altro, a passare sotto la tua finestra, continuando a vederla chiusa… Provo a dare due colpi di clacson, e spero sempre che, prima o poi, ti possa rendere conto che sono io… Ma questa cosa non succede mai… Mi manchi in tutte quelle cose che combino, come quella volta che, proprio per la voglia di passare sotto casa tua – probabilmente per sentire meno il dolore – stavo quasi per restare senza benzina, nonostante fossi pienamente consapevole di essere quasi in riserva… Mi manchi tutte le volte che penso alle parole che mi hai detto, quando mi scrivesti di essere una persona vendicativa, che “la fa pagare molto facilmente alle persone”, mentre resto a pensare che, in fondo, non c’è nessun motivo per il quale dovresti farmela pagare…

La verità è un’altra: dovrei fare come hai fatto tu, che hai trovato la serenità di sostituirmi con la prima persona che hai incontrato sul mio cammino nell’arco di pochissimo tempo, e dovrei essere indifferente proprio come te, e riuscire a vivere la mia vita con quella stessa serenità con cui la affronti tu giorno dopo giorno, non sentendo neanche un millesimo di quello stesso dolore che sento io… Ma, per quanto tu possa tranquillamente continuare a far finta di niente, prendendo in giro te stessa e gli altri, dentro di te, nel profondo del tuo cuore, sai perfettamente che c’è ancora la mia presenza, la nostra presenza, e tutto ciò che eravamo. In fondo, lo sai bene anche tu, altrimenti non mi avresti scritto quei messaggi anonimi, e non avresti cercato di ricordare a te stessa che io ancora esisto, ed esisto dentro di te e nel tuo cuore, per quanto tu possa cercare disperatamente di scappare dalla verità dei fatti.

Potrei mettermi a paragone di ben più di una persona, ma non ne ho il minimo bisogno: in fondo, sostituirmi è stato abbastanza semplice, ma un sentimento vero non si cancella in poche settimane, e, a volerla dire tutta, non si può neppure sovrascrivere con la prima persona che incontri sul tuo cammino. Ammetto che è davvero triste renderti conto che qualcuno sente la tua mancanza, e ti ritiene così importante da restare quasi a secco, mentre tu ne sei consapevole e godi della sofferenza di quel cuore, e dell’importanza che ti viene data. Tutto questo fa davvero male e non ti rende affatto giustizia, ma è la verità. Non so in che modo io possa riuscire a cancellarti per sempre: come puoi ben vedere, è passato un anno , eppure io sono rimasto qui, e non mi sono certo buttato tra le braccia della prima persona incontrata sul mio cammino illudendomi di cancellare te ed il ricordo di tutto ciò che siamo stati.

Forse, è soltanto perché ti ritengo talmente importante da non poterti cancellare con uno schiocco di dita, o forse perché sto inconsciamente cercando di guarire il lutto ed il dolore che mi hai lasciato senza troppi complimenti. In fondo, qualcuno dovrebbe ricordarlo e farne memoria: la sofferenza che mi hai scagliato addosso fa parte di te, e nessuno ne è esentato. Men che meno chi, adesso, pensa di essere la persona più felice del mondo e crede di aver trovato l’amore più grande della propria vita. Ma non sa che lei mi scrive ancora, e che io sono ancora importante per lei: in fondo, lui, non ha neppure nessuna colpa. Lui si è soltanto ritrovato ad essere inconsapevolmente il tuo “tappabuchi”, ovvero quella persona chiamata esclusivamente a sovrascrivere la mia presenza ed il mio ricordo, come se tutto questo fosse, poi, così semplice ed immediato. O forse dovrei dire quella persona con cui fai le stesse cose che facevi con me: una sorta di “ruota di scorta” utile a stare con due piedi in una scarpa.

È semplice no? Esci con lui, vai di qua, di la, ma scrivi a me. Un piano ben congegnato per far credere, all’occhio della gente, che tu sei già andata avanti con così tanta facilità… Ma credo proprio che tu abbia fatto i conti senza l’oste! Ma non lo hai capito che se fai tutto uguale ma non ci metti il cuore, alla fine stai solamente perdendo il tuo tempo? Forse puoi ingannare qualche stupido sprovveduto che crede ancora a questa farsa, ma ormai è tempo di far cadere la maschera e, per una santa volta, avere la maturità di non scappare ed affrontare la verità del tuo cuore! E si, la verità è esattamente questa. È stato per ripicca, è stato per farmela pagare se hai sovrascritto tutto in meno di due mesi, mentre io, ancora, piangevo sotto il tuo balcone. Ma che cosa hai voluto dimostrare? Non ti rendi conto che hai solamente raccolto una gigantesca brutta figura?

Cosa volevi ottenere? Farmi del male? Farmela pagare? Avete vendetta nel rancore che provi e non passa mai? Che cosa hai voluto fare con quel gesto tranne farti del male da sola?

Puoi anche avermi ferito, puoi anche esserti divertita a farmi del male, ma io so perfettamente che hai semplicemente cercato di buttarti a capofitto in un’altra storia solo per non sentire il dolore della tua scelta, proprio come – e lo dico sempre – chi “beve per dimenticare”. Ma quando la sbornia finisce, credimi, si cade in terra rovinosamente, e ci si fa dek male, molto del male, perché ci si rende conto che tutto questo è stato inutile, e aver fatto del male ad una persona è servito solamente a sprecare un sentimento vero. E sai perché? Solo per ORGOGLIO. E lasciamelo dire: fa davvero schifo tutto ciò. E io non ce la faccio più a piangere, non ce la faccio più a soffrire, a non dormire, ma, allo stesso tempo, non posso accettare una pazzia di questo tipo.

Tutti mi continuano a ripetere che dovrei lasciarti al tuo cazzo di destino, quello che ti sei cercata, quello che ti sei costruita, e dovrei restare a vederti affondare nei tuoi stupidi sensi di colpa, ma PORCA PUTTANA, io non riesco a vedere tutto questo restando in silenzio. Io non riesco a vedere tutta questa stupida ingiustizia, tutta questa stupida follia. Io non riesco a guardarla senza fare niente, a passare sotto casa tua con la voglia di urlarti tutto il dolore che ho dentro e trovare sempre la forza di restare in silenzio. Io non ci riesco. Perché non posso prendere in giro il mio cuore. Al contrario di te, che ci riesci così bene e te ne freghi pure delle conseguenze! Piango da un anno, ed ogni santo giorno mi pesa schifosamente, e so solamente io gli sforzi immani che devo fare per vivere una vita dopo aver dormito cinque ore, per guardare i tramonti senza avere nessuno a cui dedicarli, per avere tanto amore dentro così inutile e così schifosamente sprecato da chi si accontenta di non guardare in faccia la verità piuttosto che mettere da parte l’orgoglio.

Di chi preferisce perdermi piuttosto che avere il coraggio di guardare in faccia la verità del proprio cuore. E io questo non te lo permetto. Ma so che la colpa è soltanto mia: è soltanto colpa mia se ti do il potere di trattarmi in questo modo e di farmi soffrire in questo modo, se ti do il potere di farmi piangere in questo modo, di farmi esplodere tutti i capillari degli occhi, di stare notti a piangere in macchina, a guardare le luci dei semafori mentre le lacrime bagnano qualsiasi cosa, come le lacrime che, adesso, stanno bagnando il pavimento. Scappa pure quanto vuoi, e porta pure avanti questa commedia quanto ti pare e ti piace, ma un bel giorno ti renderai conto non soltanto di aver fatto male ad una persona che, di fatto, stai letteralmente ingannando facendogli credere che il tuo cuore sia il suo, ma, ancora di più, ti renderai conto di aver solo fatto male a te stessa, perché hai rinunciato a qualcuno che non ti avrebbe mai lasciato andare via.

Scappa quanto vuoi, ma quando vedrai le nostre stelle stelle, quel pugno nel petto che sentirai non è certo grazie a lui, che è completamente inconsapevole (e non ha colpe, lo ripeto ancora!), ma sarà il ricordo di quando, solamente poche settimane prima di sovrascrivermi con il primo che hai incontrato lungo la tua strada, mi chiedevi se le stessi guardando anche io. E ricordati delle parole che dicevi, e di tanto altro che solo io sapevo darti. E qui mi taccio, non solo per non passare per una persona presuntuosa (anche se so perfettamente il fatto mio), ma anche perché un vero gentiluomo, ed una persona veramente matura, tace. Ma non scappa. Come non sono, di certo, scappato io.

In realtà, ci sarebbe anche da raccontare la mia sofferenza, il male che mi hai fatto, l’indifferenza con cui continui a farmene ripetendo che è solo una mia scelta se continuo a pensarti. La differenza è proprio questa: gli amori veri non si sostituiscono come se cambiassi un paio di mutande: puoi illuderti che sia così, ma, quando ti fermi a riflettere, ti rendi conto che nessuno sarà più stato in grado di darti tutto quello che sapevo darti io, tutta quella gioia, quelle speranze, quelle emozioni.

È ormai passato un anno , e hai deciso che non sarebbe più rimasto nulla di noi due. È una tua scelta, e non è affatto la scelta che avrei fatto io. Ma la cosa che mi fa più male è rendermi conto di quanto tu possa essere inutilmente cattiva, quasi come se godessi del sapere che c’è qualcuno che non ha potuto elaborare il dolore che tu hai lasciato scappando via. È passato un anno, totalmente sprecato tra le lacrime e quei lunghi giri in macchina nella notte, cercando di scappare da un dolore che mi sedeva sempre accanto sul sedile del passeggero. Mentre tu continui a mancarmi nelle cose più semplici, nei messaggi che vorrei mandarti, nelle piccole cose che vorrei condividere, ed in questo tempo che continua a passare.

Mentre mi rendo conto di quanto amore tu abbia saputo sprecare davvero…

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