
Mi prendo la mia parte di responsabilità nell’averti amato troppo, in maniera così naturale e vera, che è ciò che ti ha allontanato…
Mi prendo la mia parte di responsabilità nell’averti amato troppo… Ed è ciò che ti ha fatto andare via…
Non ho grosse difficoltà ad assumermi la mia parte di responsabilità nell’averti amato troppo: so bene che tu non puoi fare lo stesso, così come so bene che pensi di non aver nessuna responsabilità nel tuo comportamento, ma, per quanto mi riguarda, non ho nessun problema ad assumermi la mia parte di colpe, anche se è un termine totalmente sbagliato… Non credo sia una colpa incazzarsi nel vedere atteggiamenti sbagliati quando vuoi il bene della persona che ami: quello che non hai mai voluto comprendere, purtroppo, è che quando mi incazzavo, succedeva soltanto perché tenevo veramente a te e al nostro amore, altrimenti – te lo assicuro – sarei rimasto completamente indifferente… È solo che io tenevo davvero a te, all’amore che ci univa, e non potevo far finta di nulla di fronte ad atteggiamenti sbagliati, di fronte a ciò che poteva farti del male…
Purtroppo, mi dolgo con tutto me stesso di non averlo capito prima: potevo essere più “ecumenico”, forse anche più superficiale, e sono certo che non solo lo avresti apprezzato di più, ma saresti ancora accanto a me.
Ho sbagliato ad amarti troppo e a soffrire per la voglia di averti accanto, specialmente quando non c’eri: perdevo la pazienza perché mi sentivo solo e sfruttato, perché non mi sentivo la scelta, e neppure una misera opzione. Ma avrei dovuto soltanto fare finta di niente: dovevo soltanto lasciare che le cose andassero così, anche lasciandoti libera di sbagliare. E invece, mi incaponivo stupidamente credendo che tu apprezzassi quanto io tenessi a te, ma l’averti amato troppo ha sortito un effetto contrario, e ti ha allontanata finché non sei andata via. I miei amici continuano a ripetermi che io non ho nessuna colpa, e che mi incazzavo per giuste cause e non perché fossi completamente folle: in fondo, ti ho sempre ripetuto che se arrivavo davvero al punto di perdere la pazienza urlando tutto il dolore che avevo dentro, era solo e proprio per quel dolore che provavo e che ti ostinavi a non vedere.
Alla fine, non credo di essere una cattiva persona, anche perché – questo è poco ma sicuro – di certo non mi alzo al mattino dicendo la qualsiasi cosa al primo che mi capita. Basta non farne arrivare a quel punto, ma se ci sono arrivato non è certo per divertimento. Sicuramente potevo evitare e farmi una grossa risata: alla fine, avrei davvero potuto essere maggiormente “politicamente corretto”, e sorvolare su molte delle cose per la quale, invece, combattevo e discutevo nella speranza che tu potessi comprendere. Era proprio una di quelle cose che ho compreso troppo tardi, e che mi sarebbe piaciuto mettere in atto nel “secondo tempo” del nostro rapporto, che mi hai promesso tante volte ma che non hai mai avuto il coraggio di mettere in atto, come tutte quelle volte in cui mi hai dato appuntamenti che non hai mai rispettato, illudendomi che anche a te potesse interessare salvaguardare l’amore che avevamo costruito con tanta fatica.
Purtroppo, io ti volevo soltanto difendere, e volevo soltanto difendere il nostro amore, e mi rendo conto soltanto ora che avrei dovuto essere più superficiale, che avrei dovuto farci meno caso, che avrei dovuto discuterne di meno, perdere molto meno la pazienza, solo e soltanto perché ci tenevo, solo e soltanto perché ho sopportato per tanti anni restando in silenzio, solo perché ho sentito tante volte la mortificazione pur rimanendo nel silenzio. Ma ad un certo punto, non ce l’ho fatta più! La totalità dei miei amici continua a ripetermi che quel senso di colpa che sento e il frutto di una manipolazione ben architettata, e che non ho sbagliato niente, perché, al contrario tuo, ho cercato un dialogo cercando di discutere anziché scappare via. Ed è esattamente quello che avrei voluto anche questa volta, perché queste parole avrei dovuto dirtele guardandoti negli occhi, avremmo dovuto dircele guardandoci in faccia. Ma tu hai preferito, semplicemente, andartene via da un giorno all’altro, e senza neppure dirmi una parola.
Mi fa male pensare che avremmo potuto vivere un meraviglioso secondo tempo per il nostro rapporto, fatto di nuove consapevolezze, di gioia e di speranza, di tranquillità e di serenità, perché, credo, abbiamo maturato quelle consapevolezze necessarie ad essere ancora più forti. Io ti volevo solo difendere, e quando perdevo la pazienza lo facevo perché tu non capivi quanto per me fosse importante tutto ciò. Ed ecco perché mi assumo la mia parte di colpe nell’averti amato troppo, e, molto probabilmente, nel non aver capito che il mio troppo amore ti allontanava. È stato difficile sopportare la frustrazione di quei comportamenti, e, ad un certo punto, non ce l’ho proprio fatta più! Posso solo dire che mi dispiace, anche se non avrei nulla di cui scusarmi, perché ho subito tante accuse ingiuste e false, spesso figlie della tua fantasia, tante mortificazioni, tanto dolore e dispiacere.
Ma, nonostante tutto, sono certo che tutto si sarebbe potuto aggiustare e discutere, che tutto si sarebbe potuto salvare attraverso quel dialogo che tu non hai mai avuto né voluto, proprio come tutte quelle volte in cui pretendevi che ti leggessi nella mente, mentre io ti chiedevo di dirmi cosa non andasse, perché non era mio compito leggere le parole che tu continuavi a non dirmi… Mi dispiace per tutto ciò. Mi dispiace, perché piuttosto che perdere la pazienza anche aspramente e duramente pur di cercare un dialogo maturo, avrei soltanto dovuto pensare a me, darmi la priorità e proseguire la mia vita dandoti ragione. Ma io no, cretino: ho cercato, ancora una volta, di renderti una priorità.
Io volevo soltanto salvare e tutelare per sempre il nostro amore. Ma purtroppo, tu me ne hai soltanto dato una colpa…




