Mi sei mancata, ma sono riuscito ad andare avanti...

Mi sei mancata ma sono riuscito ad andare avanti

Mi sei mancata, ma sono riuscito ad andare avanti… Ci pensavo stanotte, mentre non riuscivo a dormire e guardavo il soffitto. E pensavo.

Mi sei mancata, ma sono riuscito ad andare avanti… Ci pensavo questa notte, quando, al posto di dormire, ero fermo a guardare il soffitto e le ombre che creavano le auto che sfrecciavano lontane. Con effetti deleteri l’indomani mattina, ma vabbé…

Riflettevo sul fatto che, si, mi sei mancata, come mi è mancato tutto quello che si è perso, ma sono andato avanti, perché non si poteva restare “ad adorare un cadavere aspettando che tornasse in vita”, come mi ha detto, un pomeriggio, un santo e paziente uomo analizzando l’intera vicenda. E si: purtroppo non si poteva, c’era e c’è ben poco da poter fare.

C’è stato un periodo che mi mancava tutto: sopratutto, credo mi mancasse, principalmente, quella adorabile routine, quella sicurezza che, adesso, sarebbe divenuta una realtà da noi tanto agognata e desiderata. A volte sorrido con i miei amici, e quasi sono loro stessi a prendermi un po in giro, a ricordarmi che “prima c’era l’amore ma mancava tutto il resto, mentre ora c’è tutto il resto ma manca l’amore!”

Oh, che devo dire… Sicuramente non puoi avere tutto nella vita, e, parimenti, la vita ha saputo metterci in gioco ed anche in difficoltà: superata la sbronza di rancore, di dolore, di lacrime, di tutto il resto, resta qualcosa che diventa – progressivamente – un vuoto, come i ricordi che sbiadiscono, lenti, che si assopiscono come una lenta eutanasia che spegne il dolore nel silenzio che ti lasci alle spalle. Si volta pagina e si diventa ricordi, o forse soltanto “spam”, soltanto invasività da gettare via.

Mi restano dentro, però, tante belle fotografie, tanti bei ricordi, tanti bei frangenti e tante bellissime sensazioni che non esistono più, e cerco di convincermi che, purtroppo, sarebbe stata solo questione di tempo: prima o poi, purtroppo, l’epilogo sarebbe stato il medesimo. Perché, purtroppo, conosco i protagonisti della storia.

Scrivi un commento