Morire di maltempo: Casteldaccia, i cambiamenti climatici e l'uomo

Morire di maltempo Casteldaccia i cambiamenti climatici e l'uomo

Morire di maltempo non è più tanto improbabile, e i tragici eventi di Casteldaccia ne sono la prova: anche l’uomo, però, ha pesanti responsabilità in questo senso…

Morire di maltempo in provincia di Palermo: ormai non è più così improbabile…

Splende un sole tiepido, quest’oggi, e il cielo è sereno, e nulla lascia immaginare che solo poche ore fa, a pochi chilometri da qui, 12 persone hanno perso la vita per il maltempo: di queste, nove persone sono morte contemporaneamente. Altre tre sono morte tra Cammarata e Vicari, mentre una persona risulta dispersa.

Quelle nove persone festeggiando un compleanno, il compleanno di una bimba di un anno, morta anch’essa: di colpo, il fiume ha inondato la loro abitazione, trasformandola in un’enorme vasca che ha travolto tutto e tutti. Un mix letale di acqua, fango e detriti che non ha dato scampo a nessuno di loro.

Si è salvato solo il padre, e il mio pensiero, adesso, va a lui: quest’uomo ha perso TUTTI in un colpo solo, e non oso immaginare, adesso, quale possa essere il suo vivere e cosa possa diventare. Auspico che venga seguito con un costante supporto psicologico perché, realmente, avrà giorni duri davanti.

La natura, però, non uccide mai nessuno: la villetta in questione, infatti, era stata costruita a 150 metri dal fiume Milicia. Ma di questo si occuperanno gli inquirenti: non è il momento delle polemiche e dei sermoni. E’ solo il momento del silenzio e del dolore.

Io per primo, parlando con onestà, solo l’altro ieri definivo “esagerata” l’allerta rossa, ma quando ho visto l’andazzo delle prime ore, ho capito che non c’era nulla da scherzare: l’uomo, spesso, è incomprensibile nei suoi gesti.

Ad esempio, sabato sera, in piena allerta rossa, ho visto e sentito giovani che anziché stare tappati in casa, con Sindaco, Comune e Protezione Civile che continuavano a dire di “limitare gli spostamenti allo stretto necessario”, sono usciti ugualmente, “perché è sabato, perché non si può restare dentro al sabato sera visto che piove”, e si sono anche lamentati per le serate annullate dai locali.

Caro uomo, io non ti comprenderò mai: ricordatevi che la natura non impazzisce. Le conseguenze nefaste di eventi naturali sono, spesso, frutto della mano dell’uomo e della sua inspiegabile superficialità, che, talvolta, diventa letale…

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