Non elemosino più niente

Non elemosino più niente: non elemosino più attenzioni, carezze, abbracci, bisogno di parlare o di sfogarsi. Semplicemente, lascio perdere.

Non elemosino più niente, perché mi sono, realmente rotto le palle. 

Mi sono rotto della gente meschina, dei bugiardi, dei falsi, degli ipocriti, dei traditori, della gente che pretende di intortarti con tante belle illusioni che non sono altro che fumo negli occhi: in fondo, ma molto in fondo, credo di essermi scattato le palle di queste persone, di questo modo di vivere, di perdere tempo appresso al niente, appresso a cose impossibili, che spesso vivono solamente in una sola direzione, e mi sono stancato di perdere tempo sperando nel nulla, sperando in qualcosa che non può mai esistere.

Peggio ancora, sono stanco di dovermi accontentare, come se, per forza, dovessi accontentarmi delle briciole: ma fanculizzatevi! Se proprio volete accontentarvi delle briciole e degli scarti andatevi voi avanti così, perché io sono veramente stanco di vivere in questo modo, come se dovessi piangere colpe ancestrali che neppure ho ma che mi sono ritrovato ad avere non si sa neppure perché!

Sono stanco di un modo di vivere sbandato e senza nessuna prospettiva, come se qualcosa dovesse sempre andare per il verso sbagliato ed io lo sapessi già: non ho più tempo per il nulla impersonificato in troppe persone, come se qualcosa dovesse, necessariamente, passare attraverso rabbia, sofferenza, lacrime, e attraverso il rimanerci male, una volta di più. Non lo posso più accettare e non lo voglio più accettare.

Accontentatevi voi delle briciole, perché io sono stanco di elemosinare attenzioni, come se debba sempre io a dire ciò che voglio senza che mai nessuno lo capisca da se una volta e per tutte. Mi sono stancato di questo senso di inerzia, di vuoto, di moto forzato. Sono stanco, e credo di averne tutto il diritto di esserlo.

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