
Non hai neanche avuto il coraggio di guardarmi in faccia, ed è questo che fa più male e che, in qualche modo, lascia tanto dolore…
Non hai neanche avuto il coraggio di guardarmi in faccia… E questo la dice molto, molto lunga.
5/4/2025 ore 00:45
Questa sera è una sera di silenzio, in cui mi ritrovo a piangere da solo nell’indifferenza di chiunque mi sia intorno. È proprio uno di quei sabato sera che tu usavi spesso per farmi del male, in cui mi lasciavi in lacrime senza nemmeno avere il coraggio di guardarmi in faccia. È esattamente uno di quei sabato sera, né più né meno.
È uno di quei sabato di dolore, in cui ti ritrovi a vivere tutto quello schifoso e maledetto silenzio, in cui tutte le cicatrici interiori ed il dolore tornano a farti male, a distruggerti senza nessuna pietà… E a volerla dire tutta, ho perso il conto dei sabato sera che ho vissuto a piangere in silenzio, a rendermi conto che nessuno si accorgeva della mia sofferenza. La verità è che, molto probabilmente, a nessuno è mai davvero interessato il dolore che ho continuato a portare avanti silenziosamente, anche se avevo solamente voglia di urlare, solamente voglia che qualcuno potesse sentire la sofferenza fisica che era rimasta dopo tutto ciò che ho subito. Esattamente come questa sera, in cui cammino da solo sul solito marciapiede, che conosce, ormai, i miei passi a memoria. Il solito marciapiede che si riempie delle mie lacrime invisibili a chiunque.
Ma ancora di più, sento addosso il peso di tutte quelle false promesse, di quel bisogno di avere accanto qualcuno, anche solo per non pensare, e ritrovarsi solo e senza nessuno, quasi come essere consapevoli di non essere degni di compagnia, degni di importanza, degni di essere la scelta di qualcuno. La verità è che non sei mai la scelta di qualcuno. Sei soltanto una stupida e miserevole opzione eventuale, quasi come fossi il tappabuchi della solitudine altrui, ed è veramente un peccato non poter vivere in pieno la gioia la serenità di questa notte così fresca, nonostante abbia sperato in ginocchio di aver qualcuno che potesse darmi la compagnia di cui ho bisogno.
Ma in fondo, sapevo che sarebbe andata a finire così: alla fine, quando hai la consapevolezza di non essere davvero importante per nessuno, sai perfettamente quale sarà il finale, e sai perfettamente di avere l’obbligo di non illuderti credendo che le cose possano andare diversamente da così, perché sai perfettamente che non accadrà e sai perfettamente che quel finale di dolore è già scritto. Non ha alcun senso illudersi, perché tanto sai che non servirà a nulla. Ed in questa serata in cui mi sento così solo, in cui non c’è nessuno accanto, in cui il peso delle ferite che hai lasciato tu sembra essere diecimila volte più grande, mi ritrovo a piangere da solo, ancora una volta, e so che tutti quanti voteranno lo sguardo per non rendersene neppure conto. E tu, che hai distrutto tutto giocando a farmi male con le mie ferite, non credere di aver vinto qualcosa o di uscirne da vincitrice e da persona più forte, perché la sola cosa che resta di te è la conferma di quanto si possa essere cattivi nel voler sfruttare le ferite degli altri solo per il gusto di fargli del male.
È soltanto l’ennesima notte di dolore, in cui mi ritrovo a camminare da solo in questa città così grande e così vuota, in queste strade gelide in cui avrei soltanto avuto bisogno di stringermi a qualcuno. Penso di essere maturo abbastanza per comprendere che, ormai, il mio destino è segnato: per quanto sia facile, per la gente, parlare di stupido “pessimismo”, la realtà è che vedo perfettamente con i miei occhi che non ci sono altre vie d’uscita, e che mi sono stancato di sperare in qualcosa che non accadrà mai, perché i miracoli sono belli da vedere, da raccontare, da credere, ma non avvengono mai in maniera così semplice per cambiare la vita delle persone.
È mezzanotte: è la mezzanotte del giorno di Pasqua, e sento le campane suonare in lontananza, e la mia mente torna a qualche mese fa, quando, la notte di Natale, ho vissuto le medesime sensazioni, ed il tempo che passa non fa altro che dimostrarmi quanto io abbia ragione nel credere che illudermi non serve a niente tranne che a scappare da una realtà e da un destino ormai scritto.
Le notti come queste mi distruggono in migliaia di pezzi, ed io non ho più la forza di continuare a viverle, perché la vita mi ha già fatto fin troppo del male, e perché sono stanco di incontrare persone senza cuore come te e mille altre ancora. Va bene, in qualche modo questi momenti si superano, ma io sono stanco di continuare a diventare forte come se la vita avesse ancora bisogno di insegnarmi la sua lezione. Voglio essere debole, voglio avere il diritto di non essere forte. Voglio urlare tutto il dolore che ho dentro e tutto il male e gli abusi che ho subito. Voglio continuare ad urlare tutto il mio dolore, perché so perfettamente di non meritarlo è perché non voglio che di queste mie lacrime e di questa sofferenza non resti nulla. E se adesso sto così male è colpa tua, e te lo dico senza tanti giri di parole, al contrario di ciò che tu hai fatto con me, usando le mie ferite e lasciandomi in lacrime solo per punirmi, solo perché non avevo diritto di non essere d’accordo. E continuo a piangere, anche se a molti non importa e per molta gente non ha alcun senso, ma io so perfettamente che è colpa delle ferite che mi hai lasciato tu, quando mi punivi lasciandomi solo, proprio in quei sabato sera come questo, a piangere e chiederti di starmi vicino. E quando ho perso la pazienza ed ho cominciato a reagire, mi hai punito ancora di più, dicendo che ero io il cattivo, che ero io la persona che non sapeva amare. Allora dimmi perché le persone che mi stanno intorno mi dicono che è l’esatto contrario, e la pensano allo stesso modo pur non conoscendosi tra di loro, e, quindi, non potendo essere minimamente d’accordo.
Te lo dico in faccia che ti sei divertita a farmi del male e non hai mai avuto nessuna remora per il mio cuore che voleva solamente amarti. Ma tutto questo non ti rende affatto una donna forte e vincitrice, perché chiunque, ormai, si è reso conto del tuo vero volto e del tuo modo di agire. È vero: piango e sto male, specialmente nelle notti di dolore come questa, quando le ferite aperte dell’abbandono si squarciano e mi distruggono nella sofferenza che, ben presto, si trasforma in dolore fisico, in sofferenza ulteriore. E non so quanta forza avrò ancora per farlo, non lo so. So solo che non merito tutto questo. E che urlo ma non mi sente nessuno. Nessun porco di nessuno mi sente. Ed io non riesco più ad avere forza.
E la colpa è solamente tua e della gente come te. E te lo dico urlandoti in faccia tutto il dolore che ho.
Ma tanto, cosa cazzo ve ne è mai importato, figurati…




