
Non mi fate più nessuna paura. Io non sono più quello di un tempo, che vi piaccia oppure no. Le cose, adesso, sono cambiate.
Non mi fate più nessuna paura. Imparate a farvelo piacere.
In molti mi chiedono perché, certe volte, io non abbia nessun timore a battermi per la verità e per le mie ragioni a qualsiasi costo, specialmente quando mi ritrovo a dover affrontare palesi ingiustizie che non hanno né capo né coda: la verità è che, per troppo tempo, sono stato zitto di fronte al dolore scagliatomi addosso da gente senza alcun ritegno, e che nessuno mi ha mai riconosciuto. È ancor di più, in tutte le volte in cui ho cercato di urlare e far sentire la mia voce, ho sempre trovato ogni forma di opposizione a cercare di far da scudo a quelle situazioni senza senso. È precisamente la stessa cosa che accade adesso quando quelle povere merde, pur di non rendersi conto di una verità palese, preferiscono urlarmi contro che faccio del mero vittimismo (guarda caso, però, dicendomelo in anonimo e senza metterci la faccia, e la cosa fa già ridere così!)
Crescendo, ho avuto modo di elaborare e capire che non potevo più permettermi di non reagire di fronte a tutta quella violenza nei miei confronti, ed è stato allora che ho capito che non avevo più paura di portare avanti ogni singola forma di verità. Ricordo, in particolare, un episodio che mi ha segnato a vita: avendo, per anni, silenziosamente subito il bullismo di chi mi picchiava – forte del fatto che chi, negli ambienti scolastici, era chiamato ad evitare questo genere di situazioni preferiva voltare lo sguardo dall’altra parte – decisi, una mattina, di mettere sul piatto tutto quello che era accaduto.
Sapete cosa mi sono sentito rispondere da un’insegnante? “Eh, colpa tua che reagisci! La prossima volta evita di dare calci e di spingere!”
Sapete, in verità, cosa era successo? Uno stupido infame, durante le ore di lezione, era arrivato da dietro ed ha cercato di strozzarmi avvolgendo il gomito attorno al mio collo. Ovviamente, ho cercato di dimenarmi. Guarda caso, però, l’insegnante ha sentito soltanto la verità dell’altra persona e mai la mia. Il giorno in cui accadde questa schifosa situazione, e mi sono sentito chiamare COLPEVOLE quando, in realtà, ero la VITTIMA, iniziai a capire che se non mi fossi dato la possibilità di reagire, cercando di farmi forza in qualche modo, non sarei mai stato in grado di farlo per tutto il resto della vita. Ed è stato allora che ho capito che se cerchi una mano d’aiuto trovi alla fine del tuo braccio. Ecco perché, adesso, non guardo più in faccia nessuno quando si tratta di difendere la verità, la mia e quella degli altri, perché so perfettamente cosa si prova quando nessuno crede alle tue parole.
Una scena, però, mi resta davanti agli occhi. All’ultimo banco c’era Laura, una timida ragazzina che veniva, puntualmente, presa in giro da ragazzi e professori per via della sua timidezza e della sua flebile voce, e per il suo scoppiare in pianto così facilmente. Ricordo che, in mezzo a tutti quanti, fu l’unica persona a prendere le mie difese, perché anche lei sapeva perfettamente che quella era la verità. Perché anche lei, giorno dopo giorno, la provava in prima persona sulla sua pelle. E tutto questo non può minimamente essere accettabile. E finché avrò voce urlerò in faccia a chiunque si permetta di mistificare la realtà, e a chiunque creda di manipolare le persone.
Statene certi: io non sono più quello di un tempo. Io non ho nessuna paura di voi.




