Non perderti il presente in nome di un passato senza futuro!

Non perderti il presente in nome di un passato senza futuro

Non perderti il presente in nome di un passato senza futuro! No, non farlo proprio, non pensarci minimamente, ma stai scherzando?

Non perderti il presente in nome di un passato senza futuro! Non ha proprio alcun senso: certo, posso ampiamente comprendere che non è sempre facile ne immediato divincolarsi dal nostro passato, specialmente se siamo stati bene, ma il passato è passato, e si chiama così per indicarti che lo ha i già superato, non esiste più se non nella tua mente e nei ricordi che, spesso, pretendi di far continuare a vivere.

Ma ha un senso? Ti invito a riflettere con le parole che, un giorno, mi disse un amico, un sant’uomo, a proposito del passato e della nostra ostinatezza nel volerlo far vivere a tutti i costi:

Il passato è un cadavere, è morto, e spesso ci ostiniamo a voler dar vita ad un cadavere, sperando che risorga come Lazzaro, sperando che si ridesti. Il cadavere, invece, rimane la, freddo, impietrito. Ecco: quello è il nostro passato. Un cadavere a cui dare degna sepoltura, senza continuare a sperare che torni in vita perché, credimi, non lo farà mai!

Nessuno ti giudica ne nessuno pensa che sia facile o immediato: semplicemente, entra in una nuova ottica, in un nuovo modo di riflettere. Il passato non ha futuro, e ti fa perdere il presente: se continui a camminare con la testa rivolta verso il passato, non soltanto continuerai a prendere tutti i pali in pieno (cerca di seguirmi nella metafora!) ma ti perderai la bellezza del cammino e tutte le cose splendide che non vedi perché sei rivolto con la testa all’indietro. Logicamente, in questo modo non vedrai neppure il futuro e tutte le splendide novità che porta!

Alla luce di tutto questo ti chiedo: ma ne vale davvero la pena? Riflettici!

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