Non sopporto chi si "autoassolve" dai propri peccati

Non sopporto chi si autoassolve dai propri peccati

Non sopporto chi si “autoassolve” dai propri peccati, come se non fossero accaduti, come se non abbiano alcuna importanza, quando così non è!

Non sopporto, e non ho mai sopportato, chi si “autoassolve” dai propri peccati, come se non fossero mai successi, come se non avessero alcuna importanza: è una tendenza odiosissima da parte di chi pensa di “giustificare” le proprie malefatte morali con vorticose spiegazioni filosofiche, quasi a voler passare essi stessi da vittime, pur sapendo di aver fatto una figura barbrina e pur sapendo che la gente sa come questa gente ragioni.

Ma loro no: loro sono sereni, freschi, come se mai niente fosse accaduto: ti frantumano il cuore a mille pezzi e cercano di giustificare il loro comportamento chiamandolo “amor proprio”, cercando di giustificare il loro comportamento come “estremo amore e rispetto verso loro stessi”, autoassolvendosi ed auto giustificando ogni singola mossa errata che abbiano fatto, e – ne sono certo – “sotterrando” quasi automaticamente ogni remota possibilità di senso di colpa!

E’ tutto tremendamente assurdo e senza alcun senso: arrivare a mistificare la propria realtà personale, il proprio operato pur di avere una sorta di “assolvimento morale auto indotto”, così da essere sereni con la propria coscienza. Bello, si… Ma siamo sicuri che possa davvero funzionare, specie alla lunga?

Onestamente ho seri dubbi che questa cosa possa accadere, forse perché, in cuor mio, spero sempre che questo genere di persone paghi per il male che ha fatto alle persone, paghi per ogni cuore che hanno frantumato senza pietà, paghi per i sogni che hanno distrutto, paghi per le speranze che hanno frantumato in pezzi infinitesimali, ma anche perché, ad onor del vero, so che difficilmente queste persone possano provare anche lontanamente una minima, lontana, sensazione di pentimento.

E, se è possibile, tutto questo mi fa ancora più, maledettamente, schifo…

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