Obama e "l'arte di prendere in giro gli elettori"

 

Era stato "osannato", alla vigilia della sua elezione, come "colui che avrebbe portato il cambiamento", con una svolta epocale nell’ambito del processo di pace. E’ stato addirittura insignito del Premio Nobel proprio per la pace: peccato che, dopo aver annunciato trionfalmente il ritiro delle truppe USA entro la metà del 2010, lo stesso Obama si appresti a mandare in Afghanistan altre 30.000 unità…

Non so bene se si possa parlare di "incoerenza", di strategia o di "tattica ben congegnata": sta di fatto che gli elettori USA cominciano a nutrire diversi dubbi su Obama stesso. I consensi crollano a picco per il Presidente degli Stati Uniti, che tanto aveva criticato la Presidenza Bush: il dissenso popolare dilaga, insieme al malcontento, dopo la dimostrazione del "fumo negli occhi" che è stato propinato agli elettori, alla quale, in buona sostanza, è stata soltanto "addolcita la pillola" in vista della campagna elettorale che ha poi portato alla sua elezione.
"Logicamente incoerente": così commenta il repubblicano John Mc Cain.
Effettivamente, è difficile dargli torto: come può un Premio Nobel per la pace dare il suo contributo alla guerra? Alla luce di ciò, non è stato troppo prematuro assegnarli il prestigioso riconoscimento?

Ai posteri l’ardua sentenza…

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