
Parole che si perdono, sprecate verso chi non sa che farne, che non sa ascoltare, che non sa apprezzare: inaccettabile.
Parole che si perdono, senza nessun senso e senza nessuna remora…
La stragrande maggioranza delle nostre parole si perdono, si perdono irrimediabilmente e volano via, fuggite dalle mani di chi non ha saputo trattenerle. Le parole si perdono quando ti rendi conto che nessuno sa farne tesoro, che nessuno sa accoglierle ed apprezzarle per come dovrebbe: ad un certo punto, non puoi non renderti conto di come quelle stesse parole scivolino via, vadano via verso l’orizzonte perché nessuno ha saputo apprezzarle, perché nessuno è riuscito a farne davvero tesoro, perché nessuno è interessato a comprendere. Ad un certo punto, la sola cosa di cui sei consapevole è il fatto che, a fronte della più totale indifferenza, diventa molto più produttivo il silenzio: è vero, tenersi tutto dentro fa male, ma avere la consapevolezza di avere intorno presenze assenti, che si lasciano attraversare dalle tue parole senza la benché minima reazione, è decisamente molto peggio. La consapevolezza di essere ignorati, la contezza del fatto che a nessuno interessi ciò che dici, fa molto più male delle parole che rimangono dentro te, di tutto ciò che vorresti dire quando sei pienamente consapevole che è tutto inutile, che è tutto tempo sprecato. In fondo, nessuno di noi merita di vedere sprecati i propri pensieri, le proprie parole, le proprie preoccupazioni, la propria necessità di parlare, di comunicare, di verbalizzare, di esternare tutto ciò che ci fa male, ed è proprio quando questo succede che inizi non avere più nessuna voglia di pregare le persone, nessuna voglia di sperare che ti ascoltino, nessuna voglia di implorare attenzioni. Le parole che si perdono sono solo l’esempio più concreto dell’indifferenza che ci circonda, e di quanto sappia fare male. Noi non lo meritiamo: a conti fatti, vale la pena di cambiare rotta.
Le nostre parole sono preziose: non sprechiamole con chi non sa apprezzarle.




