Parole perdute

Parole perdute

Parole perdute, che ho perso chissà dove e chissà in qualche angolo della mia vita, in mezzo a volti e voci che nemmeno sento più, in un angolo remoto…

Parole perdute, che ho perso neanche io so dove, ne riesco ad immaginarlo: tengo nella mente e davanti agli occhi l’emozione delle domeniche pomeriggio d’inverno, bruciate da tramonti rosa dietro la montagna, sul marciapiede bagnato dalle foglie cadute giù dagli alberi, tra lo sguardo di un gatto dietro il tronco di un albero e l’odore dei fiori raccolti in un vaso, tra la gente che preparava la propria cena da dietro le finestre e il bisogno di sentire una mano nella propria mano…

…Eppure, mi sembra tutto così incredibilmente vicino nel tempo, ma le parole le ho perse in qualche vicolo, in chissà quale angolo remoto del tempo che è passato quasi senza che io abbia potuto accorgermene, ma è passato, è passato abbondantemente, e sono passate le persone, i luoghi, quegli angoli sicuri in cui sentirsi al sicuro, protetti, amabilmente in famiglia in mezzo ad odori, luci, volti, frasi conosciute, divenute quotidiane come la voglia di crescere insieme e sorprendersi, ancora un po…

Sarei bugiardo a dire che, forse, non mi mancano certe sfaccettature di quei giorni, certe sfaccettature del bene che sentivo e del meraviglioso modo in cui mi raccontavo una felice serenità, sotto cieli azzurri di pomeriggi pieni di sole, di mattine piene di gioia e sorrisi, di momenti inaspettati, di tanta allegria, di delicate routine quotidiane che ci rendevano partecipi di un progetto che – credevo – essere comune,. ma che ha lasciato spazio soltanto a dolorose frasi, strampalati pezzi di amore rinfacciato e strappato come si strappa una lettera, annullandone il contenuto, come se mai fosse esistito davvero…

…E quando – raramente – torno in quei luoghi, mi sembra di sentire ancora le stesse parole, le stesse frasi, gli stessi volti, le stesse emozioni. Ma poi guardo la data sull’orologio: quel tempo, ormai, se n’è andato!

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