Per pensare al meglio rifletti sul peggio

Per pensare al meglio rifletti sul peggio

Pensiamo al bene e al meglio di ciò che abbiamo: impariamo a non lamentarci e a pensare a chi sta veramente peggio…

Dovremmo tutti imparare a pensare al meglio riflettendo sul peggio: tutti dovremmo pensare alle tante cose che abbiamo, a tutto quello che abbiamo costruito, alle cose che abbiamo da fare, alle responsabilità che dobbiamo portare avanti, riflettendo su chi non ha, su chi sta peggio di noi, su chi soffre, su chi non ha niente rispetto al tanto che abbiamo e che siamo riusciti a conquistare e costruire con enormi sforzi e difficoltà.

Come spesso accade, sono giunto a questa conclusione dall’esperienza personale, dal discernimento e dalla riflessione attenta degli eventi e delle sorprese che la vita ci riserva, e, per la prima volta, mi sono reso conto di quanto io sia fortunato, di quanto debba ringraziare solamente me stesso per tutto ciò che ho e che ho costruito, per il bene che ho intorno e per la fiducia che sono riuscito a conquistare.

Già da solo, tutto ciò ha una valenza enorme, importantissima, capace di far riflettere sul peso che tutto questo abbia, ma, soprattutto, sull’enorme valore di questi riconoscimenti, sul fatto che io possa riconoscerlo, rendermene conto ed apprezzare tutto questo, avendo contezza di come non tutti abbiano il grande privilegio che ho conquistato con il sudore e la costanza, e che ora mi viene riconosciuto con affetto e fiducia.

Ecco perché non c’è motivo di lamentarsi: più che pensare a ciò che non si ha, bisognerebbe pensare al (tanto) che (spesso) si ha senza rendersene conto – o che viene dato per scontato – e tutto questo dovrebbe servirci da sprone per continuare a dare il meglio di noi stessi, per essere veramente meritevoli e degni della fiducia e dell’affetto che le persone ci donano. Ma, soprattutto, per non tradire mai le aspettative di nessuno, men che meno le nostre!

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