Più nulla in cui credere

Più nulla in cui credere

Più nulla in cui credere, e ti ritrovi a vivere quasi per inerzia, costretto ad andare avanti per chi si fida di te e per chi crede nel tuo operato…

Più nulla in cui credere, in uno strampalato senso di desolazione misto a quel niente che continua a battere dentro… Ti ritrovi fermo, perso in una statica indifferenza fatta di giorni che sembrano fotocopie, cloni imbruttiti di un tempo che è stato, mentre le giornate seguono e tu cerchi di dar loro un senso, ma, alla fine della fiera, ti rendi conto di come essere non siano altro se non un susseguirsi di impegni calendarizzati, di cose da fare che devi solo portare avanti nel miglior modo possibile, senza curarti di cosa sei tu, di cosa senti dentro, di cosa provi, di cosa immagini…

…Ti rimane solo questo strano senso di vuoto, questo senso di torpore, questo senso di nulla interiore, che ti permette soltanto di tornare indietro con la mente ed i ricordi, quasi solo per volerti far del male, perché lo sai che non serve, perché lo sai che non c’è proprio alcun motivo per farlo, anche perché – in fondo – non c’è neppure una “produttività” in tutto questo, ma soltanto il silenzioso bisogno di sentirsi completi ed apprezzati, di sentire che la vita ti sorride, che puoi andare dove vuoi ed essere chi vuoi…

…Ma poi ti fermi, e la sola cosa che, invece, senti è un senso di stasi, un senso di staticità, un senso di calma piatta e silenziosa, talmente silenziosa da urlarti dentro le orecchie, quasi a perforartele, quasi a spaccare le speranze e le certezze che avevi un tempo, trasformate nella più dura delle realtà…

…E la mente torna ad un mattino d’estate, alle otto e mezzo, alle ombre disegnate dalla luce del sole che filtra dalla finestra, al cielo azzurro, all’odore dei fiori d’arancio, ad una passeggiata mano nella mano… E torni ad ora, dove l’unico odore che senti è quello del ghiaccio della solitudine…

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