Pochi desideri e neppure realizzati

Pochi desideri e neppure realizzati

Pochi desideri e neppure realizzati, e questa cosa fa, forse, più male delle promesse buttate al vento e perdute nella falsità delle parole…

Pochi desideri e neppure realizzati: volevo poche cose, alla fine. Cose semplici, neanche tanto impossibili od immaginarie: avrei voluto provare il calore di tornare a casa e avere una donna che ti aspettasse, mentre nell’aria sentivi già l’odore di tante cose buone preparate per la cena… Avrei voluto la certezza di essere amato, del non dovermi preoccupare per il domani, e avrei voluto un bimbo, un cane, un gatto, una coperta calda, un divano, la TV, lo stare insieme, il calore mentre fuori piove…

…Avrei voluto cose banalmente semplici, eppure – mi accorgo – maledettamente difficili: l’ho detto e ripetuto tante volte. Io non provo rabbia per la fiducia tradita in passato: io provo schifo per il tempo che mi è stato rubato e fatto sprecare, che nessuno mi tornerà più. Quando avete intenzione di rovinare la vita alla gente, avvisate chi vi sta intorno: quantomeno saranno consapevoli delle proprie scelte e non avranno aspettative da investire in un gigantesco niente!

Avevo pochi sogni e tutti mi sono stati presi a pietrate senza alcuna pietà, distrutti e fatti a pezzi, affinché non ne rimanesse alcuna traccia, e affinché io vi rinunciassi completamente e definitivamente, così da non aspettarmi niente da nessuno: quel tempo non me lo ridarà indietro nessuno, quella vita non me la ridarà nessuno, così come quelle scene, così come quel tempo che ho sperato essere migliore. Nessuno mi ridarà più nulla, e questo mi fa ancora più male del sapere che quei sogni sono stati uccisi tutti, come tutte le speranze, come tutte quelle frasi dette al vento e buttate via come il nulla che è rimasto.

La sola cosa che ti resta è quel grande senso di vuoto, quel grande senso di lasciar perdere tutto… Quel grande senso di aridità che solo chi ha provato questa sensazione riconosce…

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