Quale gioia?

Quale gioia

Quale gioia? Quale senso di gioia dovrei provare se tutto quello che mi rendeva felice è così stupidamente e volontariamente lontano?

Quale gioia? Non c’è gioia. Non c’è e basta.

Oggi è passata da qui sotto una marcia di bambini, la chiamano la “Marcia della Gioia”, ma onestamente di gioia ne ho ben poca. A dirti la verità, pensavo a quanto sarebbe stato bello guardarla dal balcone insieme a te. Mentre ti scrivo, c’è un timido sole che entra nella stanza, e mi accorgo che, effettivamente, ormai la bella stagione è arrivata, e questo mi fa pensare che, ormai, siamo volontariamente lontani da un anno.

In questi giorni mi sono chiesto spesso perché, quel giorno, mi hai mandato quell’NGL chiedendoti di scriverti, e perché mi hai sbloccato su WhatsApp e Telegram la settimana di Sanremo, oltre a mandarmi quella mail vuota. E ancora, mi chiedo perché hai continuato a scrivermi tramite gli NGL. Soprattutto, mi sento deluso e tradito dalle tue stesse parole: mi chiedevi se guardavamo le stesse stelle, e invece, nel frattempo, c’era già quell’altro accanto a te.

Sia chiaro: io non lo conosco, non lo voglio conoscere e non ce l’ho con lui. In fondo, come mi hanno detto tutti, lui non ha nessuna colpa se è stato messo in mezzo. Piuttosto, mi fa specie pensare che tu possa esserti avvicinata ad una persona così distante da te, ma non è lui la colpa, assolutamente. In fondo, lo sappiamo alla perfezione che è totalmente diverso da te, e so quello che dico e perché lo dico. Potrei anche sorvolare sul fatto che frequentate gli stessi posti, ancora di più potrei sorvolare su chi, appunto, hai deciso di avere accanto, anche perché – lo ripeto – non ha nulla di errato (lui) ma non c’entra niente con te. E questo mi fa capire, ancora di più, quanto tutto questo sia frutto, semplicemente, di quello schifoso senso di ripicca e vendetta che devi portare avanti a tutti i costi, anche perché mi avevi detto perfettamente che, prima o poi, me l’avresti fatta pagare. Posso arrivare a pensare solo che sia pieno di soldi, ma anche in quel caso sarebbe schifoso lo stesso.

A me non importa di lui, sinceramente. E’ solo che tutto questo è assurdo, ed io lo vedo, lo noto. Ma non ti preoccupare: spero, lentamente, di guarire, di fare in modo che tu possa sparire insieme al ricordo, ma sappi che è davvero stupido buttarsi via così, e come ho detto l’altro giorno, se mi hai scritto, telefonato, mandato quegli NGL mentre stavi con lui, tutto questo non può essere un caso, e dovresti essere tu la prima persona a rendersene conto. Ma credo sia più facile e più comodo evitare di pensarci, come se sovrascrivere il nostro ricordo con chiunque possa essere la soluzione, la panacea. In fondo, fate le stesse cose che facevamo noi, andate negli stessi posti, ma, semplicemente, tu lo fai con un altro.

Sbaglio o eri proprio tu a dire che provavi un enorme senso di schifo verso chi si rifà una vita così facilmente? E non eri sempre tu che, il 12 novembre, o giù di li, mi chiedevi se stessimo vedendo le stesse stelle? Alla fine, fondamentalmente sei caduta vittima delle stesse cose che criticavi così tanto, e non riesco proprio a capire che senso possa avere tutto questo, te lo dico davvero. So soltanto che mi dispiace, e ti ho scritto solo perché sentivo tanto dolore, perché mi mancavi e tutto il resto delle cose che sai bene.

Ma non ti preoccupare. Non so come, non so che in che maniera, ma in qualche modo mi passerà o me la farò passare. In fondo, come mi hai detto tu stessa, “se è stato facile per te lo sarà altrettanto per me”. Anche quella volta in cui mi scrivesti quella cosa, mi accusasti di qualcosa che non era neppure reale, ma ti eri convinta che fosse così, che io non ti amassi più, che ero già andato avanti e tante altre stupidate che non corrispondono minimamente a verità.

Una cosa, però, ci tengo a dirtela, e su questa voglio farti riflettere: è passato un anno e in due mesi ti sei già trovata qualcun altro. Non importa se ti rendi conto di tutto questo o di quanto sia stucchevole, o “cringe”, non so bene come definirlo. Prima o poi mi passerà, e spero che, prima o poi, possa renderti conto anche tu dell’enorme e triste sbaglio che stai facendo. Semplicemente, mi mancava tutto quello che eravamo, e ancora di più mi fa rabbia rendermi conto che non hai nemmeno voluto provarci, ma mentre criticavi chi si rifà una vita in maniera così semplice, tu hai trovato qualcuno estremamente diverso da te in meno di due mesi, ma mentre stai con lui mi scrivi, mi sblocchi, mi insulti tramite gli NGL (e ripeto, lo sai anche tu che sto dicendo la verità).

Ammetto solo che mi dispiace. Perché onestamente non pensavo potessi essere così cieca. Alla fine, la vita è tua ed il dolore è mio. Non so come, ma me lo farò passare, e farò tutto il possibile per non pensarci, e per non rendermi conto che hai sprecato un anno del nostro tempo insieme accanto a qualcuno che non ti rappresenta neppure lontanamente. Perché stai con lui – forzatamente o meno, non lo so – ma scrivi a me.

E francamente, questa cosa dovrebbe già farti riflettere.

E adesso scusa. Continuo a soffrire e star male per i fatti miei. In qualche maniera, mi farà male arrivare ad un anno lontani, superare le cose che facevamo insieme, sentire quel dolore che ti distrugge un pezzo alla volta. Mi farà male, mi farà molto male. Ma mi fa ancora più male vedere quello che hai combinato.

Sinceramente, il nostro amore non lo meritava affatto.

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