Quanto ci sei ancora dentro?

Quanto ci sei ancora dentro

“Quanto ci sei ancora dentro?” Una domanda che arriva così, “a bruciapelo”, inaspettata, ma che apre a diverse ed interessanti riflessioni…

“Quanto ci sei ancora dentro?” Bella domanda, decisamente.

Le risposte potrebbero, potenzialmente, essere molteplici, e, probabilmente, si ritroverebbero ad essere tutte diverse: non saprei bene neppure io, forse, ma posso, a grandi linee, ragionarci su, tentare di capirci qualcosa, non fosse altro che per un mero punto della situazione, che, talvolta, va sempre tirato per comprendere qualcosa di più, per capire a che punto si è giunti, per cercare di osservare cosa si è fatto, cosa si può ancora fare e cosa si farà.

E’ strano quando capita che ci penso, ma talvolta, si, ci sono ancora dentro: succede, come capita un po a tutti, quando ci si perde nelle proprie riflessioni sul tempo che è passato, quando si ricorda il tempo andato, e un po sorprende e fa paura rispetto a quello che verrà, ma quel che è certo è che, si, talvolta capita anche questo.

Capita, ad esempio, quando mi perdo ad osservare il paesaggio, e la sera sembra essersi spenta, come se un velo di trasparenza, come se un foglio semi opaco sia caduto giù sul tempo che è rimasto, ottundendo i colori, le sensazioni più intime, belle e profonde, gli odori, i frangenti, le luci, la gente: in quei momenti, quando sento che qualcosa si è perduto irrimediabilmente, mi rendo conto che qualcosa è cambiata, e allora si, un po ritorno a tutto quanto, e mi perdo – ancora un po – a pensare, ad osservare, a cercare di distinguere, a cercare di comprendere, a cercare neppure io so che cosa. O forse si che lo so.

E allora, “quanto ci sono ancora dentro”, probabilmente, non lo so del tutto, ma capita ancora, qualche volta. E chissà che tutto questo non sia del tutto normale…

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