Quello che mi manca lo urlo ancora più forte!

Quello che mi manca lo urlo ancora più forte

Quello che mi manca lo urlo ancora più forte, e non starò mai in silenzio ne permetterò mai a nessuno di decidere del mio dolore!

Quello che mi manca lo urlo ancora più forte, perché so quanto vi dia fastidio!

Ho attraversato migliaia di serate d’inverno in lacrime, nel vuoto di strade deserte dove c’ero soltanto io, e nessuno si è mai reso conto del vuoto che provavo dentro e che mi trascinavo schifosamente appresso. Ho trascorso notti d’estate a piangere sotto un balcone sperando che qualcuno vedesse le mie lacrime, ma a nessuno è mai importato niente di quello che provavo e avevo dentro. Qualcuno, di tanto in tanto, si affacciava alla mia vita solo per chiedere “come stai”, e poi tornava a rintanarsi nella sua più totale indifferenza. Nessuno sa davvero il male che ho provato e che provo: nessuno sa cosa vuol dire vederti distruggere i sentimenti senza nessuna pietà, restare solo mentre il mondo continua a vivere e a correre, a sorridere e camminare veloce. E nessuno lo capisce.

Nessuno capisce cosa significa affezionarti a qualcuno che poi decide di sparire, che ti abbandona senza nessuna pietà e senza nessun rispetto, e nessuno può capire il lutto che porti dentro quando una parte di te muore insieme alle persone che decidono di andarsene via volontariamente, di abbandonarti distruggendo tutto quello che avete costruito insieme. E nessuno può capire cosa significa dover ricominciare da capo, con una persona estranea accanto, mentre avevi qualcuno che sapeva tutto di te, mentre tu sapevi tutto di lei. E adesso devi ricominciare e ripartire, magari sapendo che il finale sarà sempre lo stesso. Non c’era nessuno di voi quando io piangevo di notte per la strada. Non c’era nessuno di voi quando cercavo una voce amica al telefono e non mi rispondeva nessuno. Non c’era nessuno di voi che mi abbia anche solo preso per mano e mi abbia detto: “adesso torniamo a casa. Fa freddo.”

Ed esattamente come adesso, da solo in questa piazza deserta, sento tutto il peso del freddo della notte che mi taglia il viso, e mentre guardo di fronte a me, non vedo altro che strade deserte in mezzo ai soliti orizzonti che conosco così bene. E mentre io ero a piangere tra quattro mura di casa, e mentre io imploravo solo di non soffrire, e mentre io continuavo a singhiozzare da solo in macchina ascoltando la radio, voi eravate a sghignazzare della vostra indifferenza e del mio dolore.

Ho passato migliaia di serate da solo. Ho visto le stagioni mutarsi l’una dopo l’altra sulla mia pelle. Ho cercato parole e anime per non sentire più il vuoto di questa vita, ma mi sono scontrato soltanto con la vostra inutile stupidità, con la vostra schifosa altezzosità, con la cattiveria che avete dentro e che vi vantate di avere quasi come fosse un trofeo. La verità è che mi fate solamente schifo.

Ma una cosa ve la prometto: nessuno di voi si permetta di parlare del mio dolore o di giudicarlo senza conoscerlo. Perché se questo accadrà, urlerò talmente tanto forte da distruggere i vetri e le montagne con il suono del mio dolore. Io oggi sto piangendo. Anzi, sto piangendo da tanti anni ormai, e nessuno di voi se n’è mai accorto. Ma arriverà un giorno in cui resterete da soli, e darete qualsiasi cosa anche soltanto per una parola di conforto. E sarà in quel momento che vi renderete conto di quanto possiate essere infidi e stupidi. Ma fino ad allora, io continuerò ad urlare, anche se tentate di non sentire il suono della mia voce, anche se cercate di scappare via, anche se cercate di voltarvi dall’altra parte per non sentire le mie urla.

C’è una cosa che non avete capito: nessuno può scappare dalle urla di dolore di un cuore buono. Nemmeno voi, che al posto del cuore avete la merda.

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