Ricordati di chi ti lascia solo

Ricordati di chi ti lascia solo

Ricordati di chi ti lascia solo: ricorda bene il male che ti ha fatto, perché si va avanti certo, ma non si deve mai dimenticare!

Ricordati di chi ti lascia solo: non dimenticare mai ciò che questa gente ti ha fatto!

Non dimenticare mai chi ti ha lasciato solo, chi ti ha abbandonato quando avevi più bisogno, chi si è facilmente dimenticato di te quando avevi solo bisogno di una mano o di una parola d’affetto e di comprensione. La vita è già troppo complicata per provare rancore all’infinito verso le persone, ci mancherebbe pure, ma è altrettanto vero che certe cose non si possono e non si devono minimamente dimenticare: a dire il vero, non so se esiste realmente una giustizia divina, un “Karma” che, prima o poi, metterà ordine a tutto, nonostante io ne sia convinto ciecamente. Quello che so per certo, però, è che certe cose non si dimenticano. Io non dimentico il dolore dei pomeriggi d’estate trascorsi da solo, come non mi dimentico di quel pomeriggio di quasi tre anni fa trascorso a piangere per la strada, senza che nessuno si fosse accorto di niente, con un dolore interiore che mi stava distruggendo a mille pezzi. Non mi dimentico delle serate passate a camminare da solo cercando di mettere ordine ai pensieri e a tutto il dolore che sentivo dentro, e non mi dimentico di chi non ha avuto pietà di me e del male che mi aveva fatto. Io non voglio dimenticare e non posso dimenticare, perché certe cose non puoi dimenticarle con un colpo di spugna, come se niente fosse successo, come se fosse facile, come se si potesse ignorare quello che è successo, come se avessimo scherzato. E invece no, non abbiamo scherzato per niente: la sofferenza fisica e mentale era vera, le lacrime, il dolore, le notti insonni, la gastrite, la cefalea tensiva, la tensione al diaframma, la tensione alla cervicale, l’infiammazione ai muscoli, la nausea per il dolore causato da tutta quella tensione emotiva, sono tutte cose vere ed autentiche, che non si possono e non si devono minimamente ignorare o dimenticare. Io non ci sto, ed in fondo non vi auguro niente. Ma una cosa, però, spero che possiate passarla e sperimentarla davvero: una solitudine profonda e senza via d’uscita, che vi faccia comprendere quello che mi avete fatto.

Perché si va avanti, certo. Ma la vostra infame cattiveria io non la dimentico.

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