Ridefinire me

Ridefinire me

Ridefinire me: questa è al frase che mi sento ripetere da mesi, da anni. Devo “ridefinirmi”: ma perché? Ed è poi così necessario? Si, credo proprio di si…

Ridefinire me: è un concetto talmente grande, talmente astratto, che certe volte resto immobile a cercare di capirci qualcosa, e difficilmente ne vengo a capo. La frase che, però, continuo a sentirmi dire è: “devi ridefinirti”. OK, ma che significa ridefinirsi? E sopratutto, come è possibile farlo?

In fondo, non è neppure una cosa tanto complicata: ridefinirsi significa rimettere in discussione le credenze che abbiamo su noi stessi, rimetterci in discussione e scoprire che – al contrario di quanto ci siamo fissati, o, peggio, al contrario di quanto hanno tentato di convincerci – non soltanto non siamo delle brutte persone, ma abbiamo delle potenzialità molto più importanti e “grandi” di quelle che immaginiamo anche solo lontanamente.

Logicamente ciò non rende il compito più facile o meno periglioso, ci mancherebbe, ma serve già a darci quella sorta di “spinta propulsiva” al cambiamento che, spessissime volte, è già in grado di mettere in moto dei meccanismi virtuosi, in cui qualcosa cambia dentro noi perché cambia il nostro modo di pensare!

L’autodialogo, come sempre, resta fondamentale: rendersi conto di quanto importanti siamo per chi ci sta intorno, per chi ha fiducia in noi, per chi da noi dipende, è già un ottimo e deciso passo avanti per darci quella forza che, spesso, neppure siamo coscienti di avere, ma che è da sempre dentro noi, e aspetta soltanto di liberarsi in tutta la sua potenza!

E allora, gettiamo via tutti i “limitatori” che ci siamo in qualche modo imposti: iniziamo a darci fiducia, iniziamo a darci importanza. Ridefinirsi non è un passo così difficile come può sembrare: basta soltanto costanza, carattere e quella sana voglia di mettersi in discussione, che, nella vita, non guasta mai!

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