Salute, la cannella rende il cervello maggiormente reattivo

Salute - La cannella migliora il cervello

Salute del cervello migliore grazie alla cannella, capace di rendere i neuroni maggiormente reattivi: scopriamo i dettagli.

Salute del cervello: la cannella migliora la reattività neuronale. E’ quanto emerge da un recente studio del Rush University Medical Center effettuato sui topi: la gustosa spezia, utilizzata in dolci e biscotti, infatti, è capace di migliorare l’apprendimento e la memoria.

Per giungere a tale conclusione, i ricercatori hanno analizzato il comportamento di alcuni topi da laboratorio, che, per un mese, hanno assunto cannella in polvere: gli esperti hanno, in particolare, monitorato l’ippocampo, analizzando come la spezia venisse metabolizzata in sodio benzoato, che, tra l’altro, è una sostanza che si utilizza nel trattamento dei danni cerebrali.

Ebbene: quando il sodio benzoato entrava nel cervello, aumentavano i livelli della cosiddetta “Proteina CREB”, ovvero una particolare proteina coinvolta nelle dinamiche di memoria ed apprendimento. Nel contempo, migliorava anche la plasticità neuronale, con una maggiore reattività.

La scoperta apre, quindi, a nuovi, importanti, orizzonti: proprio la cannella, infatti, potrebbe essere utilizzata per la creazione di medicinali mirati alla cura dei danni cerebrali, sebbene – è giusto dirlo – la ricerca è ancora ad uno stadio “embrionale”, ma comunque “aperta” ad ulteriori indagini proprio per scoprire se e quanto la cannella può rivelarsi utile in ambito medico.

I ricercatori commentano:

Servono ulteriori ricerche, ma, se i risultati fossero replicati in studenti con scarse capacità di apprendimento sarebbe un importante avanzamento.

Un passo avanti sicuramente molto importante, quindi, che ci ricorda come la natura, con i suoi frutti, può realmente esserci utile, anche se, talvolta, sottovalutiamo o diamo per scontato tale potenziale. Ricerche come questa e tante altre simili, però, ci smentiscono, e ci fanno ben sperare per il futuro.

Non resta che attendere, quindi, attendendo le ulteriori ricerche degli esperti… Ed incrociando le dita verso un futuro davvero migliore!

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