Salute, svelata la formula dell'autostima e i meccanismi della serotonina

Salute - Svelata la formula dell'autostima e i meccanismi della serotonina

Salute, cervello: scoperta dai ricercatori la formula matematica dell’autostima e i meccanismi di azione della serotonina. I dettagli.

Salute, parliamo di cervello: in particolare, parliamo di molti dei suoi segreti, che, ancora adesso, rimangono un vero mistero per la scienza. Qualcosa, però, è cambiato, grazie ad alcune scoperte realizzate in queste settimane, che, a modo loro, aiutano a “dimiuire” il numero di misteri ancora irrisolti riguardante una tra le più importanti parti del nostro corpo.

Lo University College di Londra, ad esempio, ha recentemente scoperto la formula matematica dell’autostima, la cui applicazione pratica permetterà di identificare le persone a rischio di disturbi psichiatrici.

Spiegano i ricercatori:

La bassa autostima è un fattore di vulnerabilità per molti problemi di natura psichiatrica, come l’ansia, la depressione e i disordini alimentari. In questo studio abbiamo identificato esattamente cosa accade nel cervello quando l’autostima va su e giù. Speriamo che questa scoperta possa aiutarci a capire come si sviluppano i problemi mentali, migliorandone la diagnosi e il trattamento.

Si è giunti a tale risultato analizzando 40 volontari,  a cui è stato chiesto di inserire il proprio profilo su un database online dove avrebbero ricevuto i “like” di 184 estranei: nel frattempo, le persone in questione erano sottoposte a risonanza magnetica.

Continuano i ricercatori:

Abbiamo scoperto che l’autostima oscilla non solo in base al giudizio altrui, ma soprattutto in base alle nostre aspettative circa le valutazioni degli altri.

Ne consegue, quindi, che le persone con maggiore oscillazione dei livelli di autostima sono quelli che soffrono maggiormente di disturbi psichiatrici.

Proprio in tal senso arriva la seconda scoperta dei ricercatori, che hanno potuto osservare da vicino come funziona la serotonina, meglio nota come “molecola della felicità”. Ci sono voluti ben quattro anni di lavoro, ma si sono scoperti dei dati assolutamente interessanti:

La genetica molecolare ci permette di studiare le risposte comportamentali, ricreando le condizioni esistenti in natura per comprenderne i meccanismi. Abbiamo potuto vedere, nel dettaglio e minuto per minuto, che una specifica popolazione di neuroni attiva tutti i distretti del cervello, ma non nello stesso momento. Le aree che si sono accese in una manciata di secondi sono l’ippocampo e la corteccia cerebrale, non a caso le due regioni deputate a regolare il comportamento emotivo. Proprio le due strutture cerebrali che mostrano deficit funzionali nel caso di patologie neuropsichiatriche come la depressione. Tutto sommato è come se avessimo trovato l’interruttore ON di neuroni specifici del cervello!

Insomma: possiamo ampiamente dire che, da oggi, sappiamo qualcosa in più su quella complicatissima macchina che è il nostro cervello!

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