Salvarsi, spesso, significa accettare ciò che fa male

Salvarsi spesso significa accettare ciò che fa male

Salvarsi, spesso, significa accettare ciò che fa male, perché anche se il dolore è tanto, il rischio di poterci fare molto più male è decisamente peggio!

Salvarsi, spesso, significa accettare ciò che fa male, soffrendone silenziosamente e passando notti insonni, a piangere, a riflettere, a sentirsi soli, in mezzo a giornate lunghe ed infinite, a domeniche di silenzi e di vuoti dove la mente sembra volerci ricordare tutto quello che è stato e che non sarà. Eppure, pensare che avremmo potuto farci molto più male e per più lunghi periodi dovrebbe permetterci di trovare un qualche tipo di sollievo, anche se, giustamente, le ragioni del cuore, spesso, sovrastano quelle della mente.

Ricorda che non ottenere ciò che vuoi, a volte , è un meraviglioso colpo di fortuna!
(Dalai Lama)

Detto così sembra facile e lineare, ma è logico che la realtà è decisamente più cruda e difficile di quello che quattro semplici frasi possano esprimere, ma bisogna – in qualche modo – partire per giungere ad una conclusione che sia tale, e che ci permetta, realmente, di comprendere che, a volte, proprio quella sofferenza è il prezzo da pagare per essere scampati a rischi più grossi e più complicati, che avrebbero finito con il condannarci per una vita intera. A conti fatti, ne sarebbe valsa la pena?

Ecco che certe volte, anche se siamo rimasti soli, dovremmo riflettere sul senso che la solitudine ha, sopratutto quando ci permette di metterci in salvo, e, in qualche maniera, di poter ricominciare se e quando ce ne sarà l’occasione. Magari le occasioni non arriveranno, va bene, ma siamo sempre in grado di poterlo fare, e ciò, da solo, dovrebbe farci sentire davvero molto fortunati!

Non è sicuramente un esercizio facile da realizzare, ma pensiamo che poteva andare molto peggio, e, se possibile, cerchiamo di trarne giovamento e ristoro per le nostre pene!

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