Sarebbero stati tre anni

Sarebbero stati tre anni

Sarebbero stati tre anni, ed io sono qui a ricordarlo, sapendo che tu, di fatto, te ne fregherai senza neppure ricordartelo…

Sarebbero stati tre anni, e sarò solo io a ricordarmelo…

La vita ha veramente un modo assurdo di giocare con le coincidenze e con tante cose che sanno davvero farti del male. Oggi è una data particolare: sarebbero stati tre anni, ma mi viene quasi da sorridere pensando che, letteralmente, sarò soltanto io a rendermene conto e pensarci.

Alla fine, va anche bene così: credo che la cosa fondamentale sia dimostrare a me stesso che non ho nulla a che fare con l’orgoglio ed il rancore, e che, molto semplicemente e banalmente, sono assolutamente in grado di dare un peso alle cose che sento nel cuore. Per fortuna non ho bisogno di quelle pagliacciate che servono a dimostrare quanto una persona possa aver superato con estrema facilità determinati momenti, quasi a dover ostentare una sicurezza che, a conti fatti, non ha.

Mentre scrivo queste poche righe ho, davanti a me, una delle migliaia di foto che ho scattato in un sabato notte di cielo grigio, a tratti anche parecchio inquietante: è soltanto una delle migliaia di notti che ho passato da solo, a fare i conti con la cattiveria, la spietatezza e l’indifferenza di chi ha voluto trascinarmi nel dolore sghignazzando per le mie lacrime. Il resto è la storia di una stupida e pagliaccesca ripicca, messa in atto da chi non sa neppure cosa possa significare avere accanto qualcuno che vuole davvero condividere del tempo con te, che ti ritiene veramente importante e fondamentale per la propria vita.

Ed invece, ti ritrovi ad avere a che fare con gente arida e vuota, con persone talmente stupide e limitate da conoscere soltanto il sadico gusto della ripicca, l’indecoroso piacere del fartela pagare scagliandoti addosso tutta la loro rabbia repressa, credendo di aver trovato qualcuno contro cui poter sfogare la propria inferiorità e la propria piccolezza. Per fortuna, Io sono molto più in alto di queste persone, ed essendo un Signore, nell’anima e nei comportamenti, so rendermi conto di ciò che ho nel cuore e che ha un peso ed una valenza per me. Le altre persone, dovrebbero cominciare a fare i conti con la propria coscienza. Ma tanto è tutto inutile: non puoi chiedere a gente così cieca nel cuore, e con l’anima così sporca, di comprendere il male fatto agli altri ed il peso dei propri errori.

In fondo, è proprio quella gente che si vanta di essere così cattiva. E che, giorno dopo giorno, affoga e sguazza all’interno di quel misero e schifosissimo rancore. Io non sono come loro. E non posso fare altro che vantarmene. Perché so per certo che questa gente non potrà mai essere come me.

Per fortuna.

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