"Scrivile, scemo!"

Scrivile scemo

“Scrivile, scemo!” Un messaggio che poteva cambiare le sorti di un intero rapporto, ma che si è perso nei meandri della tecnologia…

“Scrivile, scemo!” E chissà, se solo avessi scritto…

Qualche giorno fa è accaduto qualcosa che mi ha davvero fatto riflettere, oltre, naturalmente, a lasciarmi tanti punti interrogativi e tante domande sospese, come, d’altronde, accade ormai da troppo tempo. Ho riacceso il mio vecchio cellulare, e, dopo pochi istanti, mi sono accorto che qualcuno mi aveva inviato uno di quei messaggi anonimi definiti “NGL”. Il messaggio conteneva una semplice scritta: “Scrivile, scemo!”, proprio come la canzone dei Pinguini Tattici Nucleari.

Non è stato poi così difficile, per me, ricollegare la data di quel messaggio ad una situazione contingente che si riconnetteva perfettamente proprio a tale circostanza, e, a maggior ragione, mi sono chiesto il motivo per il quale non essere chiari e dire quella stessa frase guardandosi negli occhi. Continuo a chiedermi il motivo per il quale utilizzare i messaggi anonimi, sebbene potrei anche sapere la risposta: d’altronde, come fai a dire queste stesse parole in faccia se non hai il coraggio di affrontare, anzitutto, la tua stessa persona ed i tuoi stessi sentimenti?

Dovremmo già partire dal fatto che, quando si tiene davvero ad una persona o ad una circostanza, non dovrebbe essere necessario scrivere messaggi anonimi senza neanche avere il coraggio di guardarsi occhi negli occhi seduti ad un tavolo, ma, ancora di più, non mi spiego il motivo per il quale non trovare il coraggio di guardarsi negli occhi e dire la verità, senza sotterfugi e senza inutili messaggi anonimi che, tra le altre cose, ho visto per puro caso! Addirittura, trovare quel messaggio anonimo a due mesi di distanza, può aver fatto – erroneamente – capire a chi me l’ha mandato che io potessi essere totalmente disinteressato, quando, invece, si è semplicemente trattato del fatto che io non abbia trovato il messaggio in questione!

E ancora di più, con il proverbiale “senno di poi”, mi chiedo: MA CHE SENSO HA? Che senso ha fare tutto sto teatrino dei Pupi quando sarebbe, semplicemente, bastato avere il coraggio di ammettere di aver fatto una cazzata, di aver agito soltanto per orgoglio, per rabbia e ripicca? È mai possibile che certa gente preferisca stare male e accontentarsi di essere infelice, arrivando a fingere che vada tutto bene, arrivando a prendere in giro se stessi,pur di non ammettere i propri errori? Ma veramente siete delle persone così limitate da farvi muovere dalle dinamiche dell’orgoglio? Veramente preferite perdere le persone che avete davvero nel cuore solo per non ammettere che sia davvero così?

Ma soprattutto: non vi rendete conto della vostra infelicità? Davvero arrivereste a vivere una vita infelice solo per non avere il coraggio di dare voce al vostro cuore?

Tutto ciò non può avere senso. È, semplicemente, follia. E non c’è altro modo per poterlo descrivere!

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