Sento che mi manchi, e non so che cosa fare...

Sento che mi manchi, e non so che cosa fare

Sento che mi manchi, e non so che cosa fare… Ed è così terribile sentire questo dolore dentro che proprio non passa e non si può descrivere…

Sento che mi manchi, e non so che cosa fare… So solo che sento dentro un enorme dolore…

24/4/2026. Ore 2.

Questa sera è l’ennesima di quelle sere in cui mi manchi e non so che cosa fare: tornato da una delle mie esibizioni con il mio gruppo musicale, la realtà mi è piombata addosso nella maniera più violenta possibile, e ho perso il conto delle volte in cui questa cosa è successa, e continua a succedere… Dopo le ore di musica e spensieratezza, improvvisamente mi ritrovo nel freddo e nel silenzio della notte, nel vuoto della casa che sembra ancora volermi parlare di te, e sto cercando di non pensarci, di fare finta che vada tutto bene, ma non riesco ad avere il controllo della mia mente e dei pensieri che scappano via come cavalli liberi…

Mi sono chiesto tante volte, in questi mesi, come sarebbe stato viverci adesso, e ammetto che mi manca per potermi sfogare e parlare con te, il potere raccontare tutti i dettagli di ciò che ho vissuto e, di ciò che ho visto, le canzoni e le risate, gli sbagli e le possibilità di miglioramento, i progetti e le speranze. Ammetto che mi manca parlare di tutto questo, e sapere che qualcuno mi aspetta, anche solo al telefono, per poter sentire tutti i miei racconti. E da troppo tempo, ormai, faccio i conti con questo costante dolore che si ripete giorno dopo giorno, come coltelli che affondano senza pietà nelle carni, come un dolore che continua a ripetersi, e non c’è verso di poter farlo andare via…

Sento soltanto l’enorme dolore della distruzione tutto intorno, ed è veramente difficile rendersi conto della facilità con cui tutto ciò è stato distrutto senza la minima remora, e mi chiedo quanta cattiveria sia necessaria per poter essere così insensibili ed indifferenti, così superficiali e cattivi, così rancorosi e pieni di odio. Vorrei solamente che tutto questo dolore passasse, e vorrei sapere come si fa a non sentire più quel dolore dentro, a diventare indifferenti come sei tu, a non aver pietà per niente e nessuno esattamente come fai tu, che non provi niente e vivi la tua vita per inerzia, che non ti affezioni a niente e a nessuno, che non ti manca niente perché, tanto, una persona vale l’altra, un’esperienza vale l’altra, un luogo vale l’altro, e non può mancarti nulla di tutto ciò che manca a me, che ti ho davvero dato il cuore in maniera completamente inutile.

Sto male perché ho amato veramente, perché sento veramente tutto il peso del dolore, e perché so che avrei potuto affrontare tante cose in maniera diversa, nonostante in tantissimi continuino a ripetermi che non ho sbagliato nulla, e che non devo minimamente cadere nella trappola di pensare che possa in qualche modo essere colpa mia, che possa in qualche modo aver sbagliato qualcosa, perché non ho sbagliato niente. Però tutto questo mi manca, ed io non so che fare. Mi hai scippato con la forza la possibilità anche soltanto di sapere come sarebbe stato il nostro secondo tempo, decidendo per entrambi come, in fondo, alla fine hai sempre fatto.

Ora sento soltanto un immenso dolore, e se non posso sapere come sarebbe stato il nostro secondo tempo, se non posso più avere nessuno, se non posso più provare quelle emozioni, chiedo a Dio di farmi dimenticare tutto quanto, di farmi credere che tu non sei mai esistita, e gli urlo forte la mia preghiera, affinché possa farti portare via con te il ricordo e tutto il dolore che resta. Ho bisogno di non avere più un cuore, perché ho amato ed ho soltanto ottenuto di farmi del male, ed io non riesco più ad essere triste giorno dopo giorno, a pensare che non c’è futuro, a pensare che non meritavamo questo e che non lo meritavo di certo io. In fondo, la facilità con cui hai trovato l’ennesimo “tappabuchi” con cui illuderti di sovrascrivere tutto ciò che è stato, è la dimostrazione di comportamenti che giudicano più chi li mette in atto che chi li subisce.

Ma si sa: a te non è mai importato niente di nulla e di nessuno. Figurati quanto te ne frega di essere consapevole della misera figura ed azione che hai messo in atto. E ciò che mi fa più rabbia è che io non riesco ad essere come te: vorrei essere cattivo ed indifferente come sei tu, vorrei divertirmi a far soffrire le persone esattamente come fai tu, mi piacerebbe sapere che ho fatto del male a qualcuno restando completamente indifferente, esattamente come fai tu, che hai sempre saputo quanto io tenessi a noi due e che hai sempre usato il mio amore per farmi del male, e le mie ferite per punirmi.

Quando avevi voglia di farmi del male, o quando – a tuo insindacabile giudizio – ritenevi che io dovessi essere punito, ti bastava togliermi l’amore con la forza, abbandonarmi e farmi soffrire, lasciarmi in lacrime continuando a farmi rivivere il dolore dell’abbandono. Usavi tutte le mie ferite per punirmi a tuo piacimento, ed io ho sempre cercato di difendermi, anche se non avevo il minimo diritto di non essere d’accordo, il battere i pugni sul tavolo per chiedere il minimo che mi aspettavo da un rapporto d’amore, in cui ho investito il cuore, i sentimenti, il tempo, le speranze. Di questo ho sbagliato e me ne dolgo amaramente: avrei soltanto dovuto essere più superficiale di insensibile, magari farmi una risata vivendo di più la mia vita, perché tutti gli sbagli che ho fatto li ho fatti soltanto per averti amato troppo e per aver cercato di renderti, nei limiti del possibile, la mia priorità, quando per te ero una stupida scelta, una misera opzione da scegliere nel tuo tempo libero quasi come se fossi il “tappabuchi” della tua solitudine.

Adesso, qualcun altro ha preso – più o meno consciamente – il mio posto da “tappabuchi” nel tuo tempo libero, ma guai a farglielo capire e guai a farlo capire agli altri, ci mancherebbe altro!
E vorrei proprio essere come te , capace di millantare gioia, serenità e sogni ad occhi aperti, capace di prendere in giro chiunque, anche chi ti pregava di non farmi soffrire, perché avevo già vissuto tutto il dolore che tu mi hai scagliato addosso…

Me le ricordo bene le tue promesse vane ai miei amici, quando giuravi che non mi avresti mai fatto del male, che l’idea non passava minimamente dalla tua mente. Peccato che, alla fine, sia stata in grado di farmi ancora più male di quelle stesse persone che criticavi per tutto il dolore che mi hanno scagliato addosso. Nonostante tutto, sento l’atroce mancanza della tua voce, del tuo sorriso, e delle tue mani, e mi chiedo come, nell’universo, possano esistere persone così colme di cattiveria come te, che non senti la mancanza di nulla di tutto ciò che avevamo costruito insieme, che non ti manca la mia voce e quegli spazi che erano nostri, la nostra routine e le nostre piccole e grandi gioie.

Forse, il tuo segreto è stato, semplicemente, quello di amare superficialmente e senza mai investire davvero il cuore, e se adesso sono in lacrime lungo questa strada, in questa notte di silenzio, è soltanto perché conosco il dolore vero. E quel dolore ha il tuo nome. So soltanto che se davvero non devi più esistere nella mia vita, allora prego Dio di toglierti dalla mia mente e di distruggerti nel ricordo. Perché se devi restare solo e soltanto per farmi del male, allora preferisco che tu sparisca per sempre dalla mia mente e dal mio cuore.

Io, purtroppo, non ci riesco. Perché ci sono sere come questa in cui mi manchi, ed io, maledettamente, non so che cosa fare…

Scrivi un commento

SEGUIMI ORA SU INSTAGRAM: Scopri i reel, le dirette e tantissimi contenuti esclusivi! CLICCA QUI!