Sento l'assoluto bisogno di sfogarmi

Sento l assoluto bisogno di sfogarmi

Sento l’assoluto bisogno di sfogarmi, e vi prego di ascoltarmi, cinque minuti, non di più: non lo faccio mai, ma stavolta è davvero importante…

Sento l’assoluto, impellente, bisogno di sfogarmi. Stasera ero sul divano, e pensavo. Pensavo e mi chiedevo per quale motivo tutti noi dobbiamo essere etichettati. Non riesco a capire perché la società, la gente, la religione, pretende che noi dobbiamo, per forza avere un’etichetta che ci identifica e ci giudica. Fateci caso.

Una donna va a letto con due uomini? È una puttana! Una donna va con un’altra donna, semplicemente perché si vuole “divertire”? È lesbica! Un uomo va con un altro uomo? È frocio! Ma chi l’ha detto che, per forza, debba esserci un’etichetta che deve identificare le persone sulla base del loro comportamento? Chi ha detto che se una persona si vuole “divertire” è un poco di buono, e se succede ad una donna è ancora peggio? Mi venite a dire chi lo ha detto? Chi lo ha deciso?

Per quale motivo si deve etichettare sempre tutto e tutti? Perché si deve per forza giudicare? Chi ha deciso che debba essere così? Chi ha deciso che la società deve dare, per forza, un’etichetta che, spesso, fa sentire sbagliate le persone e le fa stare male, e fa pensare loro di essere sbagliate, di essere “rotte”, di essere deviate? Ma soprattutto, perché tutti si sentono in obbligo di dare spiegazione agli altri del proprio comportamento? E se non lo fanno, per quale motivo la società ti punisce con l’isolamento, con il giudizio? Ma che ne sapete, voi, della vita delle persone? Che ne sapete, voi, delle scelte della gente? Ma soprattutto, chi è la società per permettersi di giudicarci tutti? Ho diritto o no ad essermi seriamente rotto le palle di questo ragionamento così stupido, così deviato, così mediocre?

Sappiate che io non darò MAI conto e ragione alla società delle mie scelte e dei miei pensieri, se mi piace il bianco o il nero, se sento freddo, se sento caldo, se metto il maglione o la camicia, se rido, se piango. E voi che mi conoscete, sapete benissimo che non me ne tengo una e rispondo a tono quando vedo e sento ragionamenti così cretini: almeno con me, la società non l’avrà mai vinta, perché mi comporterò sempre come cazzo sento che è giusto comportarmi, facendo “ciò che mi fa stare bene”, come dice Caparezza, con buona pace di quegli ignoranti che passeranno il loro tempo a giudicare senza che gli sia stato richiesto. Tanto la gente giudicherà comunque. Ma sapete, a me, quanto me ne stracatafotte del vostro giudizio così ignorante!

Scusate, ma io sta cosa ce l’avevo qua da troppo tempo: non è accaduto niente di particolare che mi abbia portato a questo ragionamento, ma siamo nel 2021, e se non cambiamo il nostro modo di ragionare, continueremo ad essere preda delle arpie dei paesini, che scrutano dietro le persiane e sparlano, e giudicano, e mettono in mezzo falsità sugli altri. No: a me non la fate. E se lo volete sapere, non me la farete mai.

2 Commenti

  1. Benvenuto nel mondo dei ribelli 😊 sei sulla buona strada della guarigione!! Le identificazioni come categorie sono quelle che portano alle sofferenze psicologiche già da ragazzini, purtroppo è da li che bisognerebbe cominciare ad addrizzare i rami che crescono storti. Ognuno di noi ha il proprio vissuto, chi per un motivo chi per un’altro costretti al giudizio a partire dall’ambito familiare. Forse è proprio dalla famiglia che bisognerebbe imparare che i figli non sono proprietà, hanno una loro identità personale quindi liberi nelle proprie scelte, nei propri errori, solo cosi si responsabilizzano e portano avanti le loro identità, non stando attaccati alle gonne. Non ti racconto della mia vita privata ma anche io ho affibbiata addosso una etichetta già dall’infanzia che chiaramente ha provocato sofferenze psicologiche, come te mi sono fatto le stesse domande, ho dovuto fare una lunga battaglia con il mio io, fare una pulizia di persone negative intorno a me per stare bene, per salvaguardare e accrescere la mia autostima. Ora sono una persona libera di scegliere, di fare o non fare, libera da costrizioni e giudizi. Solo se sei libero da tutto ciò potrai davvero sbarazzarti dai condizionamenti di qualsiasi genere siano. Io dico sempre che ognuno è causa delle proprie scelte, essere liberi è una scelta che non tutti sono in grado di fare perché comporta anche a rinunce, a compromessi. Cmq già solo per il fatto che tu voglia esternare il tuo “malessere” vuol dire che sei sulla strada giusta 😊

    • La cosa bella sai qual’è? Che non è accaduto niente di particolare che mi abbia portato a pensarci, ma, anche solo per una questione morale, trovo ABERRANTE pensare anche solo lontanamente di etichettare persone magari senza nemmeno conoscerle, senza nemmeno sapere niente del loro vissuto. Anzi, è proprio l’etichettare che fa schifo a prescindere!

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