Senza tranquillità non c'è vera produzione

Senza tranquillità non c'è vera produzione

Senza tranquillità non c’è vera produzione: me ne sono accorto tardi, ma adesso lo so e non intendo affatto rinunciarci…

Senza tranquillità non c’è vera produzione: personalmente l’ho capito tardi, ma posso dire – per fortuna – di averlo capito.

Ho capito che se voglio lavorare davvero bene, se voglio essere felice del lavoro che faccio, se voglio costantemente essere una risorsa per me e per gli altri, devo applicare un principio, abbastanza famoso, che penso tutti voi conosciate o abbiate, quantomeno, sentito dire. Sto parlando del famigerato MCN: se non sapete di cosa stiamo parlando, vi invito a cliccare QUI per tutti i dettagli.

Parliamoci chiaro: se vuoi che io ti aiuti, se vuoi che io sia una risorsa per te, se vuoi che cresciamo entrambi professionalmente, io ci sono, ma ad una, semplice, condizione: non devi rovinare la mia condizione psicofisica.

Troppe volte, nel passato, mi sono ritrovato quasi con un esaurimento nervoso, fin quando ho capito che il lavoro non può mettere in pericolo la salute, anche perché se viene a mancare la salute finisce con il mancare anche il lavoro, e non è una cosa che ci si può permettere: certo, ci si può venire incontro, ci si può aiutare, ma il lavoro non deve trasformarsi in uno stress o in una trappola dal quale è impossibile uscire. Come professionista pretendo di avere i  miei spazi di manovra, i miei momenti necessari a ricaricarmi, ma, sopratutto, pretendo di avere persone che mi seguano e che non diventino un ostacolo ad una reciproca crescita personale.

E’ inutile fare gli ipocriti: non è solo il cliente che sceglie il professionista, ma è anche vero l’esatto contrario, e se questo non succede… Beh: iniziate a far si che succeda! Non si può accettare tutto e tutti indistintamente, anche perché equivarrebbe a prostituirsi lavorativamente e professionalmente!

Ricordiamoci che prima di pretendere il rispetto dobbiamo essere noi a far si che tale rispetto ci giunga. Se non siamo noi per primi a lottare per il rispetto verso il professionista, cosa possiamo pretendere?

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