Si potrà ridere, un giorno, di tutto questo

Si potrà ridere, un giorno, di tutto questo

Si potrà ridere, un giorno, di tutto questo, e forse un po si potrà ripensare che tutto quello che è stato è servito a renderci ciò che siamo adesso!

Si potrà ridere, un giorno, di tutto questo: ridere di pomeriggi infiniti, delle ore trascorse in solitudine, delle frasi che nessuno ha più detto, dei pomeriggi d’estate eterni, trascorsi in balcone a guardare le nuvole, in mezzo al niente di una città deserta, dove l’unico rumore era quello dei miei passi sull’asfalto, con tante auto che sfrecciavano lontane.

Si potrà ridere del male che il sabato sera mi ha fatto e ancora, qualche volta, mi fa, quando senti voci, allegria e movida oltre la finestra, e nei pensieri resta solamente il ricordo di un tempo passato, dove l’aria sembrava profumare di emozioni e di risate, leggere come il cielo blu della sera, come le stelle incollate nel cielo, come le strade ghiacciate in inverno e calde in estate, a raccontare storie e paure, frasi, sorridi, idee, speranze…

Forse, si potrà ridere di questo tempo che è mi è trascorso tra le mani, e mi ha reso quello che sono adesso, con tutte quelle volte in cui ho dovuto far pace con me stesso, ricordandomi di quanto io potessi essere forte se soltanto lo avessi voluto, come tutte quelle volte in cui ho dovuto farmi forza per andare avanti e sopravvivere al dolore, all’infinito peso di certi momenti che sembra quasi impossibile poter descrivere, e che ho dovuto superare soltanto mantenendo la calma, soltanto cercando soluzioni nate dal mio profondo e significativo reinventarmi, come tutte quelle volte in cui ho cercato una voce, una mano, una carezza, un abbraccio, e non c’è più stato.

Arriverà il giorno in cui si potrà ridere di tutto questo, ripensando che, forse, non c’era altra strada allo scadere di sentimenti ormai esausti!

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