Sopravvivere a noi stessi

Sopravvivere a noi stessi

La vita, che lo si ammetta oppure no, è spesso anche dover sopravvivere a noi stessi e alle nostre ansie… 

È triste da ammettere, ma bendarsi gli occhi non serve a nulla: la vita è, spesso, dover sopravvivere a noi stessi e alle nostre ansie, cercando di regolare la paura mitigando e modulando i pensieri, le cose da fare, gli appuntamenti, le ore della giornata, che diventano, spesso, motivo per ritrovarci a rimuginare su cose che potremmo serenamente ignorare o affrontare con diverso piglio.

Il problema è che la rimuginazione porta, inevitabilmente, ad una conseguenza diretta sul corpo, quasi una sorta di estrema somatizzazione che ci distrugge di paura e ci debilita, specialmente se non siamo in grado di saper far fronte al tutto. Il cuore galoppa all’impazzata e speri sempre che ti vada bene anche questa volta, mentre i muscoli si irrigidiscono, la testa comincia a girare, le fasce muscolari bruciano e, successivamente, cominciano a farti male. Un male indescrivibile, quasi come se ti avessero piantato un coltello appuntito ed affilato.

Questo è il silenzioso calvario giornaliero a cui è sottoposto chi vive più sensibilmente la vita: non si tratta di essere persone sbagliate, rotte o “malate”. Semplicemente, è soltanto la nostra struttura di personalità a predisporci maggiormente ad assorbire tutti i dolori del tempo e dei giorni che viviamo.

Sicuramente, qualcuno, leggendo, dirà che “basta fottersene”. Eh, sarebbe meraviglioso se fosse così facile ed immediato, ma lo sappiamo benissimo che non basta far finta di niente e aspettare che arrivi un miracolo: dobbiamo essere noi a decidere di svoltare e porre fine alla nostra sofferenza silenziosa, e, spesso, sottovalutata. Di possibilità ce ne sono parecchie: sport, yoga, o, nei casi più ostici, precise cure, ma tutto deve sempre passare tramite chi ci può aiutare, ovvero un professionista che ci salvi da questo calvario giornaliero.

Perché – ricordiamolo sempre – ammettere di avere un problema significa essere già guariti per metà!

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