Sto parlando con te. E tu lo sai.

Sto parlando con te E tu lo sai

Sto parlando con te. E tu lo sai. Smettila di voltarti dall’altra parte, perché tanto non serve a niente: non puoi scappare alla voce del tuo cuore!

Sto parlando con te. E tu lo sai. Smettila di fare finta di niente!

Questa sera, stretto dalle morse dei ricordi e da quella schifosa malinconia, ho rivisto le nostre foto, e la mia mente è inevitabilmente tornata alle sere in cui guardavamo quei film alla TV sul divano, che ti divertivano così tanto mentre ti facevo conoscere attori e pellicole che non avevi mai visto… Ma qualcosa ha saputo farmi ancora più male. Ho rivisto quelle tue parole scritte con tanti colori diversi…

Ti ricordi? I primi tempi mi scrivevi dolci frasi d’amore su quella lavagna così grande dove ti divertivi a scrivere mille frasi per me usando tanti pennarelli colorati: mi ricordo che continuavi a ripetermi quanto per te “fossi casa”, e sarei proprio curioso di sapere se, adesso, lui sa il peso che avevano quelle frasi, quando mi dicevi che non esageravi nel dire che “con nessuno avevi mai provato le sensazioni che hai provato con me”. Chissà se lui sa quante volte abbiamo combattuto insieme, e quante volte abbiamo fatto pace. Una volta, mi scrivesti una frase: “mi auguro sempre di litigare mille volte, ma fare pace mille ed una volta”, e davvero non riesco a capire perché hai rinunciato al mio amore, e a tutto ciò che avrei voluto darti per il resto del tempo che ci sarebbe rimasto. Perché sì: sai perfettamente che non ho mai lasciato nessuna persona e non lo avrei mai fatto neppure con te. Per me, l’amore è qualcosa di estremamente prezioso per essere sprecato attraverso lo stupido orgoglio e la stupida voglia di non dargli reale importanza.

E vorrei solamente urlare, perché so perfettamente che lui non potrà mai amarti allo stesso modo di come ti amavo io: vorrei urlare tutta la rabbia che ho dentro quando mi rendo conto di quanto tu abbia stupidamente voluto sprecare quell’amore così grande che ci univa. E chissà se lui sa che mi scrivi ancora tramite i messaggi anonimi, e che mi hai sbloccato una settimana intera sperando ti scrivessi, e che mi hai inviato una mail vuota solo per dirmi che tu c’eri ancora. Volevi sapere chi mi manca? Volevi sapere chi volevo sentire più vicino? Eccoti accontentata. Sei contenta adesso che lo hai sentito, anche se lo sapevi perfettamente ma volevi che fossi io a dirtelo?

E si: ero quasi pronto a scriverti. Ma – nonostante tutto quello che mi hai fatto – io resto un SIGNORE, e non ho ritenuto di scrivere ad una persona che si professa “felicemente” fidanzata, anche se io e te sappiamo perfettamente che la verità è completamente un’altra. E bada bene: non l’ho fatto di certo per lui, che non conosco e non mi interessa nemmeno conoscere, ma solamente per te, anche se avrei potuto dire a chiunque che continui ancora a pensarmi e scrivermi. Ma, nonostante tutto, resto un SIGNORE. Ricordalo. Ed IO posso dirlo a gran voce. Per il mio cuore, per la mia anima, per il mio rispetto, per la mia educazione e per la stima che ricevo, ogni giorno, da MILIONI di persone, che mi conoscono e sanno chi sono. Perché non ho bisogno, come fai tu, di millantare gioia e felicità. E potrei ancora continuare, ma per rispetto preferisco non farlo.

E già che ci sono, mi levo anche un altro peso: chissà se lui sa che hai sempre dichiarato di urlare la musica partenopea e neomelodica. Quella stessa musica che, adesso, fa da cornice ai tuoi stupidi e falsi momenti di incredibile gioia. Con buona pace di quelle persone che criticavi e definivi “tamarre”, anzi, come si dice a Palermo, “tascie”. Proprio come definivi quel nostro amico che, alle 19:30, ogni sera, metteva quelle canzoni a tutto volume che criticavi tanto e che, adesso, dimostri di amare così apertamente. Era solo un paio di settimane fa. E questo fa ancora più riflettere, perché dimostri solamente di non aver neppure coerenza e personalità. Che poi il livello si sia abbassato così atrocemente, beh… Lasciamo stare!

E vorrei solo urlare tutto il dolore che ho dentro. Eri proprio tu a criticare aspramente coloro che si rifanno una vita così facilmente dopo pochi mesi dall’essersi lasciati, e guardati bene: stai facendo la stessa cosa. Ma io ti conosco fin troppo bene, e so perfettamente che lo stai facendo soltanto per una stupida ripicca, per la stupida voglia di dimostrare al mondo che tu sei andata avanti, ostentando uno stupido amore che non esiste neppure davvero. Soltanto io ho combattuto davvero per noi: solamente io ho passato interi pomeriggi a piangere quando non c’eri e mi punivi abbandonandomi, quando avrei voluto soltanto vivere altre mille volte il nostro rapporto, e tu me lo hai negato, vantandoti così apertamente di essere una persona vendicativa. Ma cosa c’è da vantarsi? Di cosa ti vanti? Cosa pensi di aver guadagnato? Cosa credi di aver vinto? Lui non sarà e non potrà mai essere uguale a me, perché soltanto io ti conosco nel profondo, e solamente io conosco ogni singola parte di te, dentro e fuori. Lui sarà sempre solo una stupida fotocopia ingiallita che non si renderà mai conto di vivere all’ombra del mio ricordo.

Continuo a pensare a quanto tu abbia potuto criticare chi si rifà una vita così facilmente e cambia amori e fidanzati come cambiarsi un paio di mutande… E guarda cosa sei diventata: una donna mossa soltanto dall’orgoglio e dalla voglia di una inutile ed insensata vendetta, che ha soltanto voglia di fare del male a chi non avrebbe voluto altro se non poterla amare per sempre. Non ha senso continuare a stare male e forzarsi nella solitudine e nella lontananza solo per ripicca e puntiglio… Per come la vedo io, il rapporto vive e si rafforza nelle esperienze e nelle difficoltà! La differenza tra un rapporto che si distrugge stupidamente ed uno che resiste per sempre, sta nel fatto che le persone che compongono quel rapporto NON SE NE VANNO, specie quando ci sono difficoltà, ma restano, le vivono fino in fondo, per imparare la lezione che è possibile trarre dalle difficoltà che si incontrano, imparando nuove nozioni per diventare più forti e fare squadra, contro ogni difficoltà futura. E tu, questo, non lo hai mai capito. Io la penso così ed ho sempre ragionato così: nelle difficoltà non ci si abbandona, ma si resta per diventare più forti e avere nuove consapevolezze che possano portare a vivere il rapporto in maniera sempre più matura, consapevole e tranquilla. E che ci avrebbero permesso di vivere il meraviglioso “secondo tempo” del nostro rapporto. Quello che hai voluto negarmi, specialmente quando avevo voglia, ancora, di investire su questo sentimento.

Lui non ti conosce: è soltanto l’ennesimo nome sulla tua lista di amori facili, ma posso assicurarti che non sarà mai uguale all’amore vero e ai sentimenti che abbiamo provato insieme. Potrai anche avere soldi, auto, viaggi, ma ciò che ti porti dentro lo sappiamo solamente io e te, e lui non sarà mai in grado di comprenderlo. In fondo, l’amore maturo non è roba per tutti, e tante persone pensano di farsi grandi solo e soltanto perché credono di essere invidiate, perché pensano di ostentare tutte le loro ricchezze… Ma la ricchezza più grande, QUELLA DEL CUORE, stai certa che appartiene ad un altro livello, a persone che sanno davvero amare, a persone che hanno veramente voglia di vivere un amore che valga realmente la pena.

Oggi, mi chiedo che valore avessero quelle parole scritte alla lavagna, e se non fossero soltanto una misera fotocopia di quella messa in scena che gli esperti chiamano “Love Bombing”, ma voglio illudermi un po’ anche io, e pensare che, forse, erano parole davvero sentite. Guarda, però, quante poche settimane hai impiegato per smentire te stessa: chissà dove sono andate a finire, adesso, quelle polemiche su chi torna ad amare così facilmente, e chissà dov’è andata a finire quel bisogno di casa e quella voglia di famiglia che avevi quando stavamo insieme. Chissà dove è andata a finire quella sensazione di essere “realmente a casa tua” che mi ripetevi costantemente di avere quando stavi con me.

Adesso puoi anche tornare da lui, e fargli credere di amarlo perdutamente, bruciando tutte le tappe solo e soltanto per ostentare la tua falsa felicità e la tua stupida sicurezza. Ma lui, tanto, non sa che la verità è completamente differente, e la sappiamo solamente io e te. E ora, puoi anche tornare alla tua stupida farsa, e poi tornare a continuare a prendere in giro te stessa, sperando stupidamente ed inutilmente di sovrascrivere l’amore che avevi – e probabilmente hai – ancora per me. Puoi continuare a vivere il tuo amore facile, dove non hai più qualcuno che ha a cuore la tua salute e ti pregava di tutelarti, e ti spronava ad essere migliore, e cercava di tirare fuori il meglio di te. Ma tu non hai affatto bisogno di persone così. No. Tu hai solamente bisogno di amori facili e falsi, fatti solo per ostentare una concretezza che non c’è.

Ma sappi soltanto una cosa: queste settimane sono state incredibilmente in grado di sorprendermi, perché – mai come in questi giorni – ho sentito fortissima la vicinanza di pareri unanimi e concordi, come mai è accaduto in tutta la mia vita. Ed io sono stanco di piangere, stare male fisicamente e non dormire ripensando a tutto questo. Dovrei capacitarmi del fatto che non meriti una sola virgola di tutto ciò, ma, al contrario tuo, io non ho bisogno di ostentare agli occhi degli altri una felicità che non ho, e che – se proprio lo vuoi sapere – non riesce a convincere nessuno. Prima o poi, quando tu uscirai davvero allo scoperto, e quando cadranno le maschere dei primi mesi di rapporto, quando tutto sembra magico ed incredibilmente perfetto, lui se ne renderà ampiamente conto. E quando ti renderai conto di aver portato avanti una stupida farsa ed una commedia, te ne renderai conto anche tu. Ci penserai quando sarai all’altare, visto che succederà presto mentre con me continuavi ad inventare stupide scuse. Ed anche se potrai andare in luna di miele nel posto più bello ed esotico che esista, sulla Luna o su un altro pianeta, sarà un matrimonio fatto solamente di cose materiali. Ma l’amore che potevo darti io, no. Non lo avrai più. E un giorno, quando piangerai ogni lacrima che hai rendendoti conto di aver solamente perso chi ti ama veramente e ti riteneva fondamentale per sé e per il suo vivere, te ne renderai conto.

Ma spero che Dio mi ascolti, e che quel giorno sia già troppo tardi, perché sarò altrove con la mente. E forse, finalmente, tu non esisterai più, e resterai sola con il tuo orgoglio ad ostentare quel niente che ti rimarrà per il resto della cita.

Ma quel giorno non è oggi.

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