Strage di Beslan: per non dimenticare MAI.

 

La luna è alta stasera, eppure non è nemmeno tanto tardi…

E’ segno che, ormai, la bella stagione sfuma pian piano, lasciando il posto all’autunno: questa sera, però, la mia mente torna a cinque anni fa.
Ero agli albori della mia "Blog Esperienza", e stavo ancora sperimentando l’importanza del "Mondo Blog": ricordo, però, che proprio in quei giorni, scrivevo un’articolo ( http://pensierifrasiedemozioni2.blog.tiscali.it//
Come_spiegheremo_il_dramma_di_questi_giorni_ai_nostri_figli___1770582.shtml
) in cui mi domandavo come un padre di famiglia potesse mai trovare parole e coraggio per spiegare quel dramma, per spiegare quelle immagini, le lacrime, una strage in cui anime innocenti e senza colpe persero la vita e il loro futuro per la barbària umana, patendo atroci sofferenze e scontando pene più grandi di loro, per riflesso di una bestialità umana senza fine.
Mi ricordo che una mia commentatrice lo definì "un merdaio": è una parola pesante, posso capirlo, ma l’unica che in questo momento mi viene per descrivere quella strage che nessuno di noi deve dimenticare mai, anche se sono passati cinque anni.

Era il 1 Settembre 2004: per tre giorni 1200 persone furono tenute in ostaggio dentro una scuola a Beslan, in Caucaso.
Di questi, 186 bambini furono barbaramente trucidati, dopo aver rifiutato loro cibo ed acqua, sferzando loro il colpo finale, ormai sfiniti: i feriti furono oltre 700, la maggior parte bambini: non potrò mai dimenticare le scene delle madri disperate, delle loro lacrime sui corpi senza vita dei figli, piccoli, indifesi, innocenti, senza colpe.
Ricordo le immagini del blitz per liberare gli ostaggi: i padri tentavano di recuperare i propri figli, grondanti di sangue e lacrime, impauriti.

Ma le vere ferite non solo quelle fisiche, sono quelle che rimarrano, per sempre, dentro ogni bambino che diventerà uomo, portandosi dentro una cicatrice che non si rimarginerà mai del tutto: qualche sera fa, sentivi al telegiornale la testimonianza di una bambina che riuscì, miracolosamente, a salvarsi. Adesso è grande, e ricorda con il terrore negli occhi quelle scene. Racconta di sentire la mancanza dei compagni di classe, mentre sfilano, una ad una, le madri e i padri di quei bambini, con un’esile candela dalla luce tremolante a ricordare quella strage: portano un’ampolla d’acqua con loro, perchè quei bambini furono lasciati senza mangiare e senza bere prima di essere uccisi.

Tocca a noi non dimenticarci mai della viltà, della crudeltà, dei silenzi: più il tempo passa e più mi rendo conto che le opinioni del buon Machiavelli sull’uomo, a distanza di 500 e più anni, sono tristemente vere.

Evidentemente, ci aveva visto davvero giusto!

"Foglie di Beslan" :
il brano composto da Giovanni Allevi in ricordo di quella strage

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