Street food, successo senza precedenti: è boom di consumi

Street Food - E' boom in Italia

Street food amato dagli italiani: è un vero e proprio successo che conferma la bontà del cibo tradizionale rispetto a quello “non tradizionale”. I dettagli.

Street food amatissimo dagli italiani: arancina batte kebab, si potrebbe serenamente affermare, anche consultando i recenti dati emanati da Coldiretti, secondo cui 81 italiani su 100 preferiscono il buon cibo tradizionale rispetto ai cibi esteri, o, comunque, non facenti parte della nostra “storia culinaria”.

Cibo che, peraltro, è estremamente apprezzato dai turisti, che, spesso, visitano il nostro Paese proprio alla scoperta del suo buon cibo, organizzando dei veri food tour alla scoperta delle beltà culinarie italiane. Sagre, eventi e manifestazioni, poi, fanno il resto, “aumentando” la curiosità dei turisti (e non solo) nei confronti delle specialità locali del nostro Paese. Da notare come, tuttavia, non siano solo i turisti a voler scoprire le nostre specialità regionali, ma, spesso, sono gli stessi italiani, incuriositi dal voler conoscere i piatti tipici delle altre regioni, in una sorta di meraviglioso imterscambio culinario – culturale.

Lo street food fa da padrone in questo senso. Il cibo da strada ha origini millenarie nel nostro Paese: piatti come le arancine, le olive ascolane, i filetti di baccalà, la piadina, la pajata, la polenta e molti altri ancora, infatti, sono conosciuti ed apprezzati da migliaia di anni. Allora come oggi!

Coldiretti commenta:

Tra coloro che mangiano cibo di strada ad essere nettamente preferito dall’81% è il cibo della tradizione locale, mentre il 13 per cento sceglie quello internazionale come gli hot dog e solo il 6 per cento i cibi etnici come il kebab, in netto calo rispetto al passato. Un fenomeno che ha avuto una vera esplosione nell’estate 2016 con la comparsa di mezzi mobili tecnologicamente avanzati cosiddetti food truck per la preparazione e l’offerta delle diverse tipologie di prodotti, ma anche la nascita di catene specializzate.

Insomma: viva l’Italia e viva il nostro buon cibo!

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