Ti auguro di non provare mai la mortificazione

Ti auguro di non provare mai la mortificazione

Ti auguro di non provare mai la mortificazione, e quello che significa, davvero, essere ridotti ai minimi termini del rispetto.

Ti auguro di non provare mai la mortificazione: chi non lo prova non può capirlo. Non c’è altra via.

Ti auguro di non provare mai la mortificazione, la consapevolezza di non essere importante. Ti auguro di non vivere sulla tua pelle cosa significa renderti conto di non essere importante per una persona, cosa significa sentirti dire parole che ti trafiggono, cosa significa ritagliarti del tempo per qualcuno, con estrema fatica, per poi sentirti dire che deve dare priorità a se stessa/o, che valgono solo le sue necessità, e che tu non conti niente. Ti auguro di non provare mai cosa significa sentirti annullato e svuotato dai chi gioca con i tuoi sentimenti, da chi pensa di poter muovere i tuoi fili come fossi l’ennesimo burattino tra le dita, e ti auguro di non sentire mai quel dolore che ti distrugge e ti annulla dentro. Ecco: ti auguro di non provare mai cosa significa sentirti annullato da chi non ti reputa una priorità. Ti auguro di non provare mai cosa significa avere a che fare con la tossicità della gente, ma, più di ogni altra cosa, ti auguro sinceramente di non sentire mai addosso la sensazione di dolore che scatena quel non essere importante. Ti auguro di non provare mai cosa si prova quando, con tante speranze, organizzi tutto, organizzi ogni frangente della tua vita per sorprendere qualcuno, per poi sentirti dire “e che cosa vuoi da me? Te l’ho detto io di farlo?” Ti auguro dal più profondo di me stesso di non sentirti annullato, di non sentire il male che fa la delusione, di non sentire cosa si prova quando qualcuno si diverte a lasciarti da solo, quando qualcuno ti fa capire che non sei importante, ma conta solo la sua stessa persona, e tu non conti un cazzo di niente. Ti auguro di non provare mai il dispiacere vero di vederti il cuore schiacciato sotto i piedi da persone senza scrupoli, che ti ripeteranno che tu non conti niente, perché valgono soltanto le loro necessità, solo i loro desideri ed il loro comando. Ti auguro di non renderti conto che, per qualcuno, tu non vali un cazzo di niente. Ti auguro di reagire. Ti auguro di renderti conto che ciò che stai subendo non è giusto. Ti auguro di non provare tutto questo. Ti auguro che nessuno ti mortifichi e ti distrugga, ma, più di qualsiasi altra cosa, ti auguro di non provare il terribile dolore del renderti conto che non vali niente. Che non sei niente. Che non conti niente. Io l’ho provato, e a nessuno è mai importato come stessi. Mi dicevano soltanto che le mie necessità non contano niente, che vale soltanto quello che loro mi imponevano di fare. E non avevo diritto di non essere d’accordo, perché ciò di cui avevo bisogno non valeva niente. Ti auguro di reagire. Ti auguro di renderti conto di tutto questo. Ti auguro di strapparti dalla pelle quel dolore e quelle cicatrici. Ti auguro che le tue urla possano esplodere, che le tue urla facciano esplodere miliardi di vetri come una scia nucleare, che la loro potenza raggiunga l’Universo, che la tua disperazione sia visibile. Ti auguro di non essere invisibile. Perché io ho provato ogni singola parola. E mi costa moltissimo essere stato distrutto così.

E’ solo che nessuno se ne rende conto.

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