Tre anni per reinventarsi

Tre anni per reinventarsi

Tre anni per reinventarsi, combattendo momenti difficili e storie di silenzio, ma cercando sempre un modo per rialzarsi, nonostante tutto!

Tre anni per reinventarsi: giuro, realmente, che se me l’avessero detto, quel giorno, quelle settimane, quei mesi, non ci avrei mai e poi mai creduto, davvero.

Da parte mia sembrava andare tutto così bene: qualche screzio, vabbé, le discussioni solite, ma andava: poi, ad un tratto, questo addio che deflagra e ti lascia intontito e senza più parole, costretto a trovare una soluzione – ed anche urgente – per reinventarti e reinventare la tua vita.

Di quegli anni, per fortuna, comincio ad avere pochi ricordi: ricordo, di certo, un sacco di cose belle, come i sabato sera d’inverno con l’odore del pollo arrosto lungo le strade, le voci nei ristoranti, la gente lungo le strade, e quelle domeniche pomeriggio trascorse con i finestrini abbassati, a raccontarci di storie, di progetti, di idee, dopo esserci persi lungo la città, a camminare con la radio accesa, a raccontarci storie e sensazioni, con la sola voglia di prendere un gelato, di guardare oltre, di sorridere.

Poi, come sempre accade, la parte vera della persona esce fuori, e a tre anni di distanza posso dire per fortuna che è capitato! Non oso minimamente immaginare a cosa ne sarebbe potuto venir fuori se tutto questo fosse venuto fuori successivamente, magari troppo tardi: molto meglio aver sofferto prima che soffrire il triplo dopo!

Così, in tre anni ho conosciuto talmente tante di quelle persone, e fatto tante di quelle nuove esperienze, che neppure riesco ad immaginare: certo, è facile, adesso, sentirmi dire da chi voglio bene che “era una storia che non poteva andare, e la cosa è bella che evidente”… Quando ci sei dentro non sei partecipe dei limiti dell’altro: vedi solo le cose belle, vedi le emozioni che ricevi, senti qualcosa che ti fa stare bene e, semplicemente, te ne freghi di tutto il resto: quando ti allontani e cominci a vedere te stesso dall’esterno, però, due domande te le fai e ti chiedi come sia stato possibile che tu non ti sia accorto di nulla!

Non ho nulla da recriminare ne da rimproverarmi: quello che so per certo è che ho fatto tanti sforzi per ricostruirmi, e non mi posso lamentare del risultato finale! Ho raggiunto tante tappe e tante altre voglio raggiungerne e superarne: nell’attesa, ognuno resti con la sua convinzione di essere il migliore, tanto è chiaro che la vita non fa sconti a nessuno, e che nessuno si salva da se stesso. E tanto mi basta già.

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